Si riaccendono i riflettori sul futuro dell’ex Cacao, l'ex discoteca del parco del Valentino, oggi abbandonata e in attesa di una nuova destinazione. Dopo la chiusura della fase preliminare, sono 13 le manifestazioni di interesse arrivate al Comune di Torino per la riqualificazione dell’immobile di viale Ceppi.
Un dato che, secondo il consigliere Pierlucio Firrao, autore di un'interpellanza, rappresenta “un risultato importante” e conferma l’attenzione verso il progetto. Ma ora, avverte, “serve accelerare”: l’obiettivo indicato è la pubblicazione del bando entro luglio 2026 per arrivare all’assegnazione e avviare i lavori, con la riapertura fissata idealmente alla primavera 2027.
Le proposte: tra cultura, svago e servizi
I tredici progetti spaziano tra diverse tipologie: iniziative a prevalente carattere ricreativo e di intrattenimento, proposte commerciali legate alla fruizione del parco, interventi per la valorizzazione del verde e modelli integrati che combinano cultura, ristorazione e funzioni sociali.
"L’obiettivo della fase esplorativa, avviata con determinazione dirigenziale a fine 2025, era proprio quello di raccogliere idee utili a costruire un bando pubblico più mirato ed efficace" ha precisato, in risposta, la vicesindaca della Città, Michela Favaro.
Iter in corso: coinvolti più uffici comunali
Attualmente è in corso una prima fase istruttoria, coordinata dalla Divisione Patrimonio, che sta analizzando le proposte per verificarne la fattibilità. Un passaggio tecnico che coinvolge diversi settori dell’amministrazione: urbanistica, edilizia privata, verde e parchi, oltre al coordinamento con i fondi Pnrr e i progetti già avviati nell’area del Valentino e di Torino Esposizioni.
Si tratta di un passaggio considerato indispensabile per definire la futura procedura di gara e individuare la soluzione più adatta per la riqualificazione dell’immobile.
Tra rilancio e criticità
L’ex Cacao resta oggi una ferita aperta nel cuore del Valentino: anni di abbandono e una situazione segnata anche da occupazioni rendono ancora più urgente un intervento concreto.
Da qui la pressione politica per arrivare a tempi certi. "Serve un cronoprogramma chiaro - replica Firrao -. Aggiudicazione entro settembre 2026 e riapertura entro la primavera successiva".
Dal Comune, però, non emergono ancora scadenze definitive. "La fase attuale - ha concluso la vicesindaca -, è preliminare e necessaria per costruire un bando solido, capace di garantire una riqualificazione duratura e sostenibile".














