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Cronaca | 16 maggio 2026, 17:42

Restituiti antichi reliquari trafugati dal Duomo Chieri oltre 50 anni fa

Le indagini dei Carabinieri partite da una mail in cui veniva chiesto il riscatto

Durante i solenni festeggiamenti in onore dei Santi Giuliano e Basilissa, officiati nella Chiesa di Santa Maria della Scala a Chieri, nel torinese, il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (Tpc)di Torino ha restituito al Duomo di Chieri due antichi reliquiari in argento sbalzato, facenti parte del cinquecentenario tesoro del Duomo, trafugato in durante furto nel luglio del 1973. 

Le due antiche sculture, raffiguranti ‘San Giuliano Martire’ e ‘Madonna con Bambino’, realizzati rispettivamente nel 1460 e nel 1492, sono parte dei 34 oggetti che costituiscono il tesoro, composto da opere fiamminghe di altissimo livello artistico e pregiati manufatti commissionati ad orafi locali del XV secolo. Le indagini dei carabinieri sono state coordinate dalla Procura di Torino e intraprese a seguito dell’invio di una mail proveniente da un account indirizzata alla Arcidiocesi di Torino, nella quale veniva chiesto di corrispondere una somma di denaro per ottenere la restituzione dei due antichi manufatti in argenti.

I militari specializzati dell’Arma, attraverso indagini telematiche, sono quindi riusciti a individuare gli emissari dell’anomala richiesta e identificati anche in collaborazione con la Polizia elvetica. I due soggetti sono risultati essere una coppia di coniugi residenti in Svizzera i quali, grazie a una rogatoria internazionale e alla collaborazione tra l’Autorità giudiziaria piemontese e quella del Cantone Vallese, sono stati perquisiti e dalla Polizia svizzera che ha rinvenuto e sequestrato i due reliquiari. La verifica sulla identità dei due reliquiari confrontati con quelli sottratti nel 1973 ha chiuso il cerchio sulle indagini e le opere recuperate sono state rimpatriate lo scorso di febbraio. 

È stato accertato, inoltre, che i beni, verosimilmente poco dopo il furto, erano stati trasferiti all’estero e successivamente rivenduti, confermando così l’avvenuta esportazione illecita e la conseguente ricettazione.

redazione

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