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Eventi | 24 maggio 2026, 10:55

Fringe Festival, la seconda settimana accende la città: satira, nuove drammaturgie e sperimentazione urbana

Dal 26 al 31 maggio si entra nel cuore della 14esima edizione con 13 spettacoli, anteprime, performance ibride e format notturni. In programma satira politica, teatro civile, stand up e linguaggi sperimentali

Fringe Festival, la seconda settimana accende la città: satira, nuove drammaturgie e sperimentazione urbana

La quattordicesima edizione del Torino Fringe Festival entra nella sua seconda settimana e porta con sé un mosaico di linguaggi, generazioni e visioni. Dal 26 al 31 maggio, la programmazione continua a sviluppare il percorso ispirato a Metropolis di Fritz Lang, trasformando temi come identità, lavoro, trasformazioni sociali e nuove forme dell’abitare urbano in materia teatrale viva e pulsante.

Tredici spettacoli in replica animano gli spazi della città, componendo un secondo capitolo che attraversa satira politica, teatro civile, stand up, performance ibride e nuove drammaturgie. Un dialogo costante tra scena e spazio urbano che conferma il Fringe come uno dei laboratori più vitali della scena indipendente italiana.

Satira, riscritture e teatro civile

La settimana si apre con Ho rapito Paolo Mieli di Diego Frisina, una satira che riflette su informazione e potere, vincitrice del festival Inventaria e del Premio Creta. Accanto, Pluto. O il dono della fine del mondo del Gruppo della Creta rilegge Aristofane in chiave contemporanea, mentre Giusti? di Gianluca Ariemma intreccia Camus, memoria e politica.

Il teatro civile attraversa il programma con Fabbrico, storia di un paese antifascista di Massimiliano Loizzi e con Quella volta che mia zia fece scappare Matteotti, monologo di Walter Leonardi che unisce autobiografia e storia nazionale.

La scena under 35 al centro

Il Fringe dedica un’attenzione particolare ai nuovi sguardi della scena contemporanea. Qui vivremo bene di Dopolavoro Stadera affronta l’emergenza abitativa nelle grandi città, mentre A volo d’angelo, pluripremiato e firmato da Michelangelo Canzi con la regia di Federica Cottini, porta in scena il conflitto nei Balcani con un linguaggio essenziale e potente.

Linguaggi ibridi e sperimentazione

La varietà dei linguaggi è uno dei tratti distintivi di questa seconda settimana. Radio Tortura del Gruppo Uror unisce teatro di figura e radiodramma, mentre UMANƏ di Camilla Violante Scheller costruisce una performance musicale dal vivo con loopstation e visual. La stand up trova spazio con FLOP. Tutto ciò che non funziona de Gli Utopici, tra improvvisazione e scrittura scenica.

Completano il quadro Hotel Borges della Piccola Compagnia della Magnolia, S-Confinare di Marco Ripoldi e Paola Tintinelli, Mia mamma fa il notaio, ma anche il risotto di Capobianco e l’anteprima Cuore di porco di Carrozzeria Orfeo, che intreccia teatro e illustrazione dal vivo.

Incontri, talk e format notturni

Il festival amplia la sua proposta con format paralleli e momenti di confronto. Torna il Late Night Fringe Show, condotto da Massimiliano Loizzi e Cecilia Bozzolini, con ospiti come Laura Formenti e Giuseppe Scoditti e contributi video di Natalino Balasso.

Gli incontri includono l’Happening delle autrici e degli autori di SuiGeneris, la presentazione della collana Clerici e il Minotauro e il talk del percorso Aspettando l’EuroPride Torino 2027.

Tra le performance site-specific spicca Exposed di Stefano Bossi, che lavora sull’identità attraverso musica elettronica e avatar digitale.

Un'esperienza immersiva al Planetario

Domenica 31 maggio il Planetario di Pino Torinese ospita L’universo è un materasso e le stelle un lenzuolo della Compagnia del Sole, vincitore dell’Eolo Awards 2018, presentato in una versione immersiva con proiezioni e un dialogo finale con l’astrofisica Mariateresa Crosta.

After e appuntamenti speciali

Chiudono la settimana gli After del Fringe, che coinvolgono gli artisti in momenti performativi informali, e il secondo appuntamento di Atto Precario, sabato 30 maggio a Off Topic.

Daniele Angi

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