Dopo alcuni anni di assenza, il quartiere Basso San Donato torna a riabbracciare una delle tradizioni più sentite dalla comunità pugliese torinese. Dal 29 al 31 maggio piazza Umbria ospiterà i solenni festeggiamenti in onore di Maria Santissima della Fontana, organizzati dall’associazione dei torremaggioresi di Torino (presidente, Filippo Moscatelli).
Tre giorni di celebrazioni religiose, musica popolare, gastronomia tipica e momenti di aggregazione che riporteranno nel quartiere luminarie, bancarelle e processioni, trasformando la zona in un punto di incontro tra identità meridionale e vita cittadina.
Sapori pugliesi e musica popolare
La manifestazione prenderà il via venerdì 29 maggio alle 17 con l’apertura delle bancarelle dedicate ai prodotti tipici pugliesi: torcinelli, bombette, salsiccia e specialità tradizionali saranno protagonisti dell’area gastronomica allestita in piazza Umbria. In serata spazio alla musica popolare con la pizzica del complesso “La Melannurca”, che accompagnerà la prima serata danzante dalle 20 alle 23.30.
Il giorno successivo, sabato 30 maggio, è previsto l’incontro istituzionale in Comune tra la delegazione di Torremaggiore, in provincia di Foggia, e quella torinese, seguito dal pranzo sociale e da una nuova serata di musica e balli popolari.
Domenica la grande processione nel quartiere
Il momento più atteso sarà domenica 31 maggio con la tradizionale processione dedicata a Maria santissima della Fontana. Alle 16 il corteo religioso partirà dalla chiesa delle Chiesa delle SS. Stimmate di San Francesco d’Assisi in via Livorno e attraverserà le strade del quartiere accompagnato dalla banda musicale e dalle associazioni pugliesi presenti sul territorio.
Al termine della processione, alle 18.30, verrà celebrata la Santa Messa, mentre in serata la festa si chiuderà con lo spettacolo musicale dell’Isef Complesso Musicale.
Un legame storico tra Torino e la comunità pugliese
La festa rappresenta uno degli appuntamenti simbolici della presenza pugliese a Torino, in particolare della comunità originaria di Torremaggiore, storicamente radicata nei quartieri operai della città. Il ritorno della manifestazione dopo anni di stop viene letto dagli organizzatori come un segnale di rilancio delle tradizioni popolari legate all’emigrazione meridionale.














