Un luogo appartato e straordinario, nato dalla visione di un collezionista riservato e coltissimo, si prepara a una nuova fase della propria storia. La Fondazione Cerruti, custode della Collezione raccolta da Francesco Federico Cerruti — oltre mille opere tra dipinti, sculture, tappeti, mobili, ceramiche e libri, dal Trecento all’inizio degli anni Duemila — avvia nel 2026 un percorso di rafforzamento della propria identità pubblica.
Aperta al pubblico nel 2019, in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, la Collezione Cerruti è oggi una delle esperienze più singolari del panorama museale italiano: una casa-museo mai abitata dal suo proprietario, costruita come spazio di contemplazione, studio e desiderio, dove capolavori antichi, moderni e contemporanei convivono con arredi, libri rari e oggetti preziosi.
Dal mese di maggio 2026, la visita alla Collezione diventa più accessibile grazie all’apertura di un nuovo parcheggio, al riallestimento della reception — progettata da Emil Kerckhove e Annalisa Stabellini — e all’introduzione di nuovi servizi di accoglienza: biglietteria, punto ristoro e lettura, e un bookshop curato in collaborazione con la libreria indipendente torinese Paint It Black.
Il nuovo corso prevede inoltre il raddoppio dei turni di visita nei giorni di apertura, una revisione delle tariffe e un programma culturale più fitto e articolato, con l’obiettivo di rendere la Collezione un luogo sempre più attrattivo, accogliente e capace di parlare a pubblici diversi: studiosi, appassionati, turisti, studenti, famiglie e visitatori curiosi.
La programmazione 2026 inaugura nuovi format pensati per valorizzare la Collezione attraverso sguardi molteplici.
Palinsesti #1: Mappamondi e Visioni
a cura di Luca Cena
2 maggio – 13 settembre
Palinsesti è un format espositivo concepito per valorizzare e rendere progressivamente accessibile il prezioso nucleo librario della Collezione Cerruti, una delle componenti meno conosciute ma più sorprendenti della raccolta. Con due appuntamenti annuali affidati allo stesso studioso o curatore, il progetto porta negli ambienti della Villa libri straordinari selezionati secondo un tema specifico, mettendoli in dialogo con le opere, gli arredi e l’atmosfera della casa-museo. Il progetto mette in scena un dispositivo narrativo capace di trasformare il libro raro in esperienza visiva, spaziale e immaginativa.
Palinsesti #1: Mappamondi e Visioni, visitabile fino al 13 settembre 2026, inaugura il format con un allestimento a cura di Luca Cena (Torino, 1985), libraio antiquario, divulgatore e co-fondatore nel 2019 di White Lands Rare Books, spazio culturale dedicato a libri rari, prime edizioni, mappe e stampe antiche. Attraverso una selezione di atlanti, cosmografie e libri di viaggio tra Cinquecento e Settecento, Cena costruisce un percorso che attraversa sette ambienti della Villa. Per la prima volta vengono presentati negli spazi della Villa alcuni capolavori assoluti della Collezione Cerruti, tra cui il Theatrum Orbis Terrarum (1601) di Abraham Ortelius, l’Atlas Maior (1662–1665) di Willem e Joan Blaeu e l’Harmonia macrocosmica (1661) di Andreas Cellarius: opere che raccontano il desiderio umano di misurare, rappresentare e immaginare il mondo. Il percorso trasforma la Villa in un vero e proprio “mappamondo interiore”, dove il libro geografico si rivela capace di spalancare orizzonti pur restando nello spazio protetto della casa.
Il secondo appuntamento di Palinsesti, sempre a cura di Luca Cena, inaugurerà il 26 settembre 2026. Nel 2027 il format proseguirà con due nuove edizioni affidate a Vincenzo Latronico, scrittore e traduttore tra le voci più autorevoli della scena letteraria contemporanea italiana.
Impronte #1: Alice Visentin
Dal 6 giugno
Impronte è un ciclo di commissioni d’artista nato da una condizione concreta della visita: l’uso dei calzari protettivi. Il primo progetto è affidato ad Alice Visentin (Ciriè, 1993) – artista la cui ricerca si concentra sull’immagine e sulla percezione – che trasforma un dispositivo conservativo in oggetto d’uso, opera e memoria della visita. I “calzari d’artista” accompagnano il percorso all’interno di Villa Cerruti e, al termine della visita, possono essere acquistati in edizione limitata, configurandosi al tempo stesso come oggetti d’uso e da collezione.
La ricerca di Alice Visentin comprende pittura, disegno e installazione, e trae origine tanto da narrazioni orali quanto dalla letteratura. Le sue opere si nutrono di storie e personaggi appartenenti sia alla cultura popolare sia a quella aulica, dando forma a mondi fantastici in cui si intrecciano immaginari contemporanei e tradizioni montane legate alle sue origini.
La seconda edizione di Impronte, prevista a dicembre, sarà affidata a Taus Makhacheva (Mosca, 1983), artista di base a Dubai che esplora il rapporto tra narrazione storica e autenticità culturale.
UNICUM #1: Tappeto Isfahan, detto “Polonese”
6 giugno – 29 novembre 2026
Sempre a partire dal prossimo 6 giugno, nella nuova project room della casa-museo, UNICUM inaugura un formato espositivo semestrale dedicato, di volta in volta, a una singola opera della Collezione Cerruti. Il programma porta in primo piano lavori meno accessibili, mettendone in risalto le qualità formali, storiche e simboliche. Attraverso un dispositivo di analisi storica e narrazione, ogni opera viene riletta nelle sue relazioni con il collezionista e con il contesto domestico che la accoglie.
Protagonista del primo appuntamento è il Tappeto Isfahan detto “Polonese”, straordinario manufatto safavide in seta, oro e argento, proveniente dalla collezione di Paul Getty a Malibu. A raccontarne storia e valore sarà Beatrice Campi, storica dell’arte ed esperta di arte islamica e indiana.
Fonogrammi
Dal 26 ottobre 2026 | in occasione di Torino Art Week
Dal 26 ottobre 2026, in occasione di Torino Art Week, debutterà Fonogrammi, una nuova serie di commissioni sonore che accompagnano i visitatori alla fruizione della Collezione, concepite per l’ascolto in presenza e online. Artisti, musicisti, storici e scrittori sono invitati a costruire percorsi sonori, con una forma ibrida tra visita guidata, saggio acustico e field recording. I primi quattro Fonogrammi saranno firmati da Beatrice Bonino, artista, Jeremy Deller, artista, Giorgio Di Domenico, storico dell’arte, e Siôn Parkinson, artista e musicista.
Durante Torino Art Week, dal 26 ottobre al 1 novembre 2026, la Collezione Cerruti sarà aperta tutti i giorni, dalle 10.30 alle 18, con i consueti orari di visita.
Quaderni di Fisica e Metafisica
Alla fine del 2026 uscirà il quarto numero dei Quaderni di Fisica e Metafisica, la rivista scientifica della Fondazione ideata nel 2024 da Andrea Cortellessa e dedicata allo studio e all’approfondimento dei temi legati alla Collezione. La collana affronta i propri argomenti secondo una duplice prospettiva: quella della “fisica”, con un approccio analitico e filologico, talvolta propriamente accademico; e quella della “metafisica”, che accoglie una dimensione speculativa, narrativa e saggistica. Il titolo rende omaggio a Giorgio de Chirico, tra gli artisti più amati da Cerruti. In uscita a dicembre 2026 con il titolo La religione del libro, il volume sarà dedicato alle relazioni tra bibliofilia, testi sacri, bibliomania e libro magico.
Seguendo un formato collaudato, aprirà il numero il contributo di uno scrittore, in questo caso Tommaso Pincio, e quello visivo di un'artista, in questo caso Banu Cennetoglu; si avvicendano poi i saggi di Amy Hollywood sui poemi collage di Susan Howe; di Carlo Falciani sull'iconografia del libro nella pittura del Pontormo; Valeria D’Urso sull’esoterismo in Savinio; e poi un attraversamento puntuale della Collezione, in questo numero ad opera di Fabio Bertolo sulle legature di fine secolo e sul patrimonio librario della Collezione Cerruti. Infine, per la prima volta nei Quaderni, sarà presente una ristampa, tradotta eccezionalmente in italiano per l’occasione, di un estratto dal volume Bibliomania or Book Madness di Thomas Frognall Dibdin del 1809.















