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Economia e lavoro | 17 giugno 2026, 17:45

Stellantis, Filosa conferma a Camera e Senato: "Le auto piccole si costruiranno a Mirafiori (e Pomigliano). La 500 in varie forme"

L'ad del Gruppo ha incontrato i parlamentari della Commissione Industria riferendo sul nuovo Piano. "Nel primo trimestre 2026 abbiamo invertito la tendenza nelle immatricolazioni"

L'ad di Stellantis, Antonio Filosa

L'ad di Stellantis, Antonio Filosa

Conferme. Sono quelle che arrivano da Roma, in occasione dell'audizione dell'ad di Stellantis, Antonio Filosa, alla presenza di deputati e senatori della Commissione Industria. Così come era stato detto dal responsabile Europa del Gruppo, Emanuele Cappellano, ai sindacati nella giornata di lunedì, c'è un’attenzione particolare per tutti gli stabilimenti intaliani. "L’Italia, infatti, sarà l’hub produttivo delle auto piccole, negli stabilimenti di Mirafiori e di Pomigliano; delle vetture di fascia medio-alta e lusso negli stabilimenti di Melfi, Cassino e Modena e dei veicoli commerciali nello stabilimento di Atessa”, ha ribadito il ceo.  "A Mirafiori, dopo la 500 ibrida, porteremo la nuova 500 a partire dal 2030 -2031. Sarà una vettura multienergy  e avrà diverse forme. E' come fossero più modelli".

Fiat punto di partenza

Parlando poi dei marchi storici ha aggiunto: "Il punto di partenza è Fiat, il nostro marchio globale più importante in termini di volumi, il cui dna affonda le proprie radici nella cultura italiana”. Poi Lancia, "che abbiamo deciso di proiettare nel futuro in sinergia strategica con Fiat”, Alfa Romeo, che “continuerà a rafforzare il suo posizionamento distintivo anche grazie all’eccellenza produttiva italiana”, in segmenti “chiave”, tra cui quello delle auto grandi. “In questo primo anno di lavoro abbiamo invertito la rotta, riorganizzandoci in strutture regionali più forti. Europa, Nord America, Sud America, Medio Oriente & Africa, Asia Pacifico: 5 regioni distinte tra loro da esigenze differenti, sia in termini produttivi che di mercato. Su questa mappa, l’Italia si posiziona al centro dell’Europa, la regione guidata da Emanuele Cappellano, che ha il suo ufficio a Mirafiori, il nostro quartier generale europeo”, ha detto ancora Filosa, richiamando il capoluogo piemontese.

A livello globale, poi, “nel primo trimestre del 2026 siamo tornati a una crescita redditizia: le immatricolazioni sono cresciute del 12%, grazie soprattutto al contributo di Europa e Nord America”. "Possiamo contare su basi finanziarie solide, capaci di proteggerci dalla volatilità del contesto internazionale”, ha aggiunto Filosa, menzionando la “liquidità di quasi 45 miliardi di euro di cui oggi disponiamo”. E ancora, sul piano strategico: “prevede 60 miliardi di euro di investimenti e oltre 60 lanci tra il 2026 e il 2030 a livello globale”. 

Parlando poi dell'Italia, Filosa ha sottolineato: "Da italiano so perfettamente quanto la grandezza di questa azienda affondi le sue radici in questo bellissimo - mio – paese. Grazie al supporto dell’Italia negli anni, oggi Stellantis è un’azienda globale che rappresenta l’italianità in Europa e nel mondo”. E parlando proprio di Europa ha ricordato come "Ci sono segnali incoraggianti, ma le criticità registrate negli ultimi anni non sono ancora alle nostre spalle. Per garantire sostenibilità a lungo termine, è indispensabile che anche il quadro normativo sostenga la competitività del settore in Italia e in Europa”.

Appendino: "Parole che non rassicurano"

Critico il commento di Chiara Appendino, ex sindaca di Torino e oggi parlamentare del Movimento Cinque Stelle,  che è intervenuta in Commissione: "Al Paese non serve un'operazione maquillage e nemmeno un tentativo di riscrivere la storia, per questo quando le sento dire che andrà in continuità con il passato mi preoccupo. Sono stati anni di disinvestimenti che hanno svuotato gli stabilimenti italiani, distrutto la filiera e tradito gli impegni assunti con il Paese. Serve un'inversione a U e sarò una voce fuori dal coro ma oggi non mi sento rassicurata dalle sue parole. Lei dice che avete realizzato il Piano Italia ma mente: quel piano prevedeva la Gigafactory a Termoli e la Stelvio e la Giulia elettrica a Cassino e sono state cancellate tutte. E i 5 miliardi annunciati per ricerca e sviluppo in parte erano già previsti e comunque non portano nuove produzioni". E ancora: "Dopo anni di promesse, le rassicurazioni non bastano. Servono verità, investimenti e lavoro. Non ci serve un tentativo di riscrivere un passato che conosciamo tutti e ingannare sul futuro".

Grimaldi: "Mirafiori emblema del disastro"

Severo anche il giudizio di Marco Grimaldi, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. “L’audizione di Filosa alla Camera conferma ciò che operai, tecnici e indotto denunciano da anni: Stellantis non mette in sicurezza gli stabilimenti italiani, li spegne uno dopo l’altro”. “Parlano di 60 miliardi di investimenti, ma il 60% va negli Stati Uniti. Parlano di futuro, ma su 60 nuovi modelli non c’è nulla per Mirafiori. Parlano di radici, ma in Italia lasciano briciole: non è un piano industriale, è una fuga organizzata dal Paese”.

E su Torino, “Mirafiori è l’emblema del disastro: due milioni di metri quadri vuoti, una sola linea, il restyling ibrido di un modello vecchio di 18 anni non basta, nessuna seconda produzione, nessuna collaborazione con produttori cinesi, nessun vero investimento. Green Campus, Circular Economy, Battery Center: senza auto, volumi e con in somministrazione sono solo parole per guadagnare tempo mentre l’indotto muore”

"Come succede ormai da molti anni, Stellantis racconta un mondo di produzioni e investimenti che sempilicemente non esistono più. Nella realtà dei lavoratori e lavoratrici di Stellantis e dell'indotto nulla si muove e anzi peggiora, perché mentre le produzioni si spostano altrove, quella della 500 ibrida, agitata come panacea di tutti i mali, sta calando del 25% nel momento più importante dell'anno e lo fa nel deserto di linee produttive che occupano gli infiniti spazi Mirafiori. Torneremo a chiedere alla Giunta con interrogazioni in Consiglio cosa intenda fare per salvare quello che è stato il motore economico di questa Regione ed evitare un impoverimento irreversibile", ha dichiarato la capogruppo AVS in Consiglio Regionale Alice Ravinale.

"Non possiamo accettare le dichiarazioni di oggi fatte dall'AD Filosa che confermano quanto abbiamo denunciato in questi anni: in assenza di investimenti, si arriverà allo spegnimento di Mirafiori. E ancora una volta non sono state ascoltate le richieste dei sindacati a partire da quelle sulla necessità di maggior produzione e di una seconda linea per lo stabilimento torinese", hanno aggiunto la capogruppo SE Sara Diena e il consigliere comunale Emanuele Busconi.

I commenti dei sindacati

Dal fronte sindacale si chiede chiarezza. "L'intervento del nuovo amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, alla Camera, apre una fase che dovrà tradursi rapidamente in risultati concreti per l'industria e l'occupazione italiana - dice Sara Rinaudo, segretario generale Fismic Confsal -. Abbiamo apprezzato la volontà di riportare al centro il dialogo con le istituzioni, le parti sociali e i territori. Oggi è però necessario compiere un passo ulteriore: trasformare gli impegni in risultati concreti per i lavoratori e per gli stabilimenti italiani".

Critica la posizione della Fiom, che con il segretario provinciale Edi Lazzi e il responsabile Mirafiori, Gianni Mannori, sottolineano: "Confermate tutte le preoccupazioni che abbiamo espresso in questi giorni sul futuro di Mirafiori e soprattutto per l'indotto auto del nostro territorio che gli gira intorno. Non sono previsti nuovi modelli e investimenti su una nuova linea produttiva, proprio quando ce ne sarebbe bisogno, in quanto la produzione della 500 ibrida cala di quasi il 25% nel momento in cui avrebbe bisogno di raggiungere i suoi livelli massimi. Un segnale immediato di prospettiva che l'azienda potrebbe dare, e che noi chiediamo a gran voce, è la conferma dei lavoratori interinali che sono stati assunti da febbraio 2026, con alcuni di loro già in scadenza nel mese di luglio. Ci vorrebbe inoltre un piano strutturato sulle produzioni a Mirafiori. Il governo nazionale e regionale dovrebbero riflettere sulle richieste dell’azienda a proposito della riduzione del costo dell'energia e sulla semplificazione burocratica, anziché continuare ad essere silenti, in alcuni casi ossequiose risultando inutili alla soluzione del problema e diventando addirittura parte del problema stesso".

Massimiliano Sciullo

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