Sono oltre trecento le firme raccolte. Abitano tutti lì, in quel quadrilatero nascosto al confine tra Torino e Grugliasco, tra via Veglia, via Arbe, via Guido Reni e via Tintoretto. E chiedono una cosa semplice: un'area cani recintata nel giardino di via Tintoretto.
Ostacoli che sembrano insormontabili
Ma il progetto sembra lontanissimo. Il Comune ha infatti dovuto bocciare la proposta dei residenti e a frenare non è solo la mancanza di fondi, ma una serie di ostacoli tecnici che, con il nuovo regolamento regionale in arrivo, rischiano di diventare insormontabili. A portare la battaglia in Circoscrizione 2 è stata la prima firmataria della petizione, la signora Ornella, residente della zona. "È il posto dove portiamo i nostri cani per i bisogni quotidiani, è il posto dove ci siamo conosciuti", ha raccontato. "Non siamo più solo persone che si salutano al mattino, siamo diventati una rete sociale".
Il giardino, spiegano i firmatari, è del tutto particolare. Via Tintoretto è una traversa chiusa di via Tirreno, con un secondo accesso dall'interno di via Veglia. Un'area incastonata, poco frequentata, quasi invisibile al resto della città. Una zona che ormai è vissuta quasi esclusivamente dai cani e dai loro padroni, dove è diventata la normalità vedere animali correre e giocare, e non famiglie a fare picnic, bambini nelle aree giochi o coppie a passeggio.
Di fatto, è già un'area cani naturale, che ora i residenti vorrebbero regolamentare per ragioni di sicurezza e legalità. Proprio su questo fronte, la richiesta principale riguarda la realizzazione di una recinzione. Solo pochi giorni fa, ad esempio, un cane inseguendo uno scoiattolo ha rischiato di essere investito da un'automobile.
Tresso: "Oggi nessuna possibilità di investimenti"
Dall'altra parte, a rispondere alla petizione è stato l'assessore Francesco Tresso che ha voluto partire proprio da un dato per spiegare quanto il tema sia sentito in città: il cane è ormai un animale radicatissimo nella vita delle famiglie torinesi, una presenza costante che i numeri dimostrano in modo evidente, sono infatti 85mila gli animali a quattro zampe censiti in città, contendone uno ogni sette persone.
Poi il freno: "Noi come regolamento cerchiamo di mantenere sempre questa distanza minima di cento metri dagli edifici più prossimi. Questo perché in molti casi il latrato dei cani, la presenza di persone magari in ore notturne ha creato elementi di disturbo", ha spiegato Tresso. E ancora sui fondi: "Al momento però la città non ha la possibilità di investimenti. Abbiamo provato, l'area cani che ha aperto questa primavera in corso Galileo Ferraris, l'abbiamo risolta con una sponsorizzazione di una nota marca di Pet Food".
Sul fronte più tecnico, gli uffici del Verde hanno poi dettagliato le due criticità che rendono l'area, a loro parere, non realizzabile. La presenza diffusa di alberature di pregio tutelate che verrebbero danneggiate e la distanza dalle abitazioni di 40-50 metri contro i 100 minimi consigliati dalle linee guida Asl-Comune, destinate a diventare cogenti con la nuova legge regionale 16.
Un punto che preoccupa anche il presidente della Circoscrizione 2, Luca Rolandi. "Se passa la norma dei cento metri così com'è, si mette a repentaglio un buon cinquanta, sessanta percento degli attuali aree cani", ha avvertito.
Resta dura la posizione della minoranza
Per Andrea Russi, del Movimento 5 Stelle, la questione economica è una scelta politica. "Trovare ventimila euro per un'area cani è una questione totalmente di scelta – ha spiegato– Non sono milioni, sono decine di migliaia di euro. Non vedo volontà politica nel fare questo progetto, se è così che però lo si dica chiaramente".
È emersa anche la posizione di Forza Italia, dove la capogruppo Federica Scandereberch ha chiesto di lavorare per una delibera e modificare il regolamento in modo da riuscire comunque a realizzare l'area cani di via Tintoretto. Secondo gli azzurri, sull'area si fa demagogia e manca, da parte della Città, una visione politica capace di andare oltre il cavillo tecnico e dare una risposta concreta a una comunità che già esiste.
Agli attacchi Tresso ha replicato criticando la mancanza di visione, spiegando che la Città ha cercato in ogni modo di dare una risposta positiva ai trecento firmatari, ma i vincoli tecnici non hanno permesso di realizzare l'area. Per non far cadere la proposta l'assessorato vuole andare avanti con il patto di collaborazione o l'arrivo di privati. "Se in futuro si troveranno privati disponibili a finanziare con una sponsorizzazione, si potrà rivalutare l'area cani anche in via Tintoretto", ha commentato Tresso.
Una proposta, quella del patto di collaborazione, che ha trovato riscontri positivi tra i promotori. Un'idea che, raccontano, avevano già in mente prima ancora di sapere che esistesse come strumento: tagliare l'erba a turno, mettere a disposizione sacchetti, tenere pulito e in ordine il prato. Dicono sì con entusiasmo, pur di non far morire qui il progetto dopo la fatica della raccolta firme. Resta però l'amarezza, ammettono, per non essere riusciti a portare subito a casa l'area cani, quella recintata e in regola che chiedevano fin dall'inizio.




















