Con il concerto “L’arte di accordare il mondo. Note collettive, passioni condivise, un futuro da comporre insieme” si è conclusa ieri sera, nella chiesa torinese della Madonna del Carmine, in via Del Carmine 3, la sesta edizione del Festival dell’Accoglienza. La rassegna, dedicata quest’anno al tema della “mitezza”, in cinquanta giorni ha proposto oltre cento eventi con 260 ospiti e fatto registrare quasi 13mila presenze.
“Una bella avventura, un viaggio lungo e anche un po’ faticoso ma - sottolinea Sergio Durando, referente della Pastorale diocesana Migranti e responsabile dell’iniziativa - soprattutto un tempo prezioso che ha attraversato molti luoghi della città e della regione, coinvolgendo tante persone e comunità con sensibilità, tradizioni e culture anche molto diverse”.
Tantissimi i giovani tra le migliaia di persone che hanno seguito gli eventi proposti nel corso della manifestazione. “Un aspetto particolarmente bello - aggiunge Durando - è stata la partecipazione di ragazze e ragazzi con background diversi, che ha reso il Festival uno spazio interculturale. I giovani hanno portato entusiasmo, idee ed energie nuove”.
Tema guida scelto per l’edizione 2026, si è detto, quello della mitezza, virtù capace di essere forza “disarmante”, come indicato nel titolo della rassegna.
“Quest’anno il Festival dell’Accoglienza - evidenzia il responsabile della manifestazione - ci ha offerto l’occasione per riflettere sul fatto che, da un lato, la mitezza oggi sembra essere quasi una provocazione troppo controcorrente ma, dall’altro, è emerso anche che essa si presenta come una forza in grado di costruire relazioni, disarmare i conflitti, riconoscere l'altro, aprire nuove strade di partecipazione, di riconoscimento e difesa delle istituzioni”.
Nei prossimi mesi, le iniziative legate al Festival proseguiranno con l’edizione OFF che, una volta ogni trenta giorni e fino al prossimo settembre, proporrà un evento per parlare della “mitezza disarmante” che è forza, ispira dialogo, fa crescere fiducia e si contrappone e fa da antidoto a ira e violenza.














