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Sanità | 17 giugno 2018, 07:30

Alzheimer, famiglie troppo spesso lasciate sole. A Torino 6 badanti ogni cento persone con più di 75 anni

Il dato italiano è inferiore (5,5%), ma il Piemonte è solo undicesimo tra le regioni, con un 5,9%. Oggi è la Giornata nazionale su questa patologia: a Torino un gazebo di Confartigianato

Alzheimer, famiglie troppo spesso lasciate sole. A Torino 6 badanti ogni cento persone con più di 75 anni

L’Alzheimer non (solo) come patologia da affrontare da un punto di vista sanitario, ma condizione umana più complessa che richiede di essere combattuta su diversi fronti. E' il messaggio che sarà lanciato da ANAP Piemonte (Associazione nazionale anziani e pensionati di Confartigianato), che per oggi, domenica 17 giugno, ha aderito alla celebrazione della XI giornata nazionale per la predizione dell’Alzheimer.
In occasione del mercatino dell’artigianato organizzato da Confartigianato Torino, che si svolgerà in Piazza Palazzo di città dalle 8.30 alle 20, sarà presente con un gazebo presieduto da alcuni medici che faranno compilare agli interessati un questionario sull’Alzheimer, che rimarrà anonimo. I risultati saranno inviati all’ANAP nazionale e successivamente rielaborati.

Da ricerche recenti, emerge che in Italia nel 2015 vivevano 654mila malati di Alzheimer o demenze senili, di cui 461mila sono donne (70,5%) e 193mila sono uomini (29,5%), e che rappresentano l’l,3% della popolazione con 15 anni ed oltre. Rispetto alla precedente rilevazione riferita al 2013 si contano 9 mila ammalati in più di Alzheimer o demenze senili, pari ad una crescita cumulata nel biennio del 16,8%.
Toccano soprattutto persone con almeno 65 anni (94,2% del totale), con un picco oltre i 75 anni (83,8%).

Per quanto riguarda il nostro territorio, il rapporto percentuale tra badanti e popolazione con almeno 75 anni e non in buon stato di salute ci vede all'undicesimo posto tra le regioni (5,9%), mentre la Sardegna è in testa alla graduatoria con il 15,5%.
A livello provinciale, la media è del 5,5%, ma Torino si colloca più in alto con un 6,4%. Cuneo si piazza subito dopo (6,3%) e poi seguono Asti (5,4%); Novara (5,3%); Biella e VCO (5,1%); Alessandria (4,5%) ed infine Vercelli (4,1%).

“In Italia i servizi di cura ai malati di Alzheimer e in generale alle persone non autosufficienti sono a carico della famiglia – sottolinea Giuseppe Ambrosoli, presidente di Anap Piemonte – e in molti casi richiedono la presenza di badanti, che prestano un’attività lavorativa continuativa di assistenza. Vorrei precisare che la gestione del malato di Alzheimer è difficile da affrontare per i familiari che devono fronteggiare un duplice nemico che mina contemporaneamente la salute fisica e comportamentale del parente. Molto spesso, poi, i familiari sono letteralmente abbandonati a se stessi, dovendo sopperire, nella loro battaglia quotidiana, alla carenza di sostegno da parte dello Stato e di un welfare inadeguato ai nuovi bisogni di assistenza. Il modello italiano di domiciliarità sta mostrando sempre più forti limiti di inadeguatezza, con tagli ai servizi socio assistenziali e scarse risorse. Le famiglie sono sempre di più con l’acqua alla gola, danno fondo a tutti i risparmi e spesso sono costrette a indebitarsi, a vendere casa anche in nuda proprietà per pagare l’assistenza a un loro caro non autosufficiente. Insomma, l’Italia non è un Paese per vecchi”.

Nel 2016 le badanti sono 291.549 e sono per il 93,3% donne e per il restante 6,7% uomini. Sei badanti su dieci provengono dall’Europa dell’Est (60,8%) e sono italiane quasi un quinto (18,5%). Si contano 2,2 badanti ogni 100 anziani con 65 anni ed oltre, quota che raddoppia arrivando a 4,2 ogni 100 anziani con 75 anni ed oltre.

Massimiliano Sciullo

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