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Economia e lavoro | venerdì 06 luglio 2018, 15:18

Mirafiori, fine di un Mito. Il modello Alfa Romeo arriva all'ultima settimana di produzione

Sono circa 500 i lavoratori attivi su questa linea. Fiom: "Per loro, in alternativa ai licenziamenti, il trasferimento alla Maserati di Grugliasco"

Mirafiori, fine di un Mito. Il modello Alfa Romeo arriva all'ultima settimana di produzione

Era nell'aria. Anzi, era una certezza. Ma adesso è realtà. Siamo infatti entrati nell'ultima settimana di produzione della Mito a Mirafiori. Un modello ormai "storico", per la Carrozzeria dell'azienda automobilistica, che ha però concluso - nei piani dell'ad di Fca Sergio Marchionne - il proprio ciclo.

Si tratta, in epoca di alto di gamma e di suv, di uno degli ultimi esemplari delle cosiddette "compatte", che - così come la Fiat Punto a Melfi - è a un passo dall'uscita di produzione. Ma anche se tutto ciò era noto e inserito nel nuovo piano industriale, qualche timore tra i sindacati si sta facendo comunque strada. "Le circa 500 persone che lavorano alla Mito - si legge in una nota diffusa dalla Fiom-Cgil - saranno interessati, come soluzione alternativa ai licenziamenti, al trasferimento verso lo stabilimento Maserati di Grugliasco. Trasferimento che li vedrà condividere con i lavoratori già presenti a Grugliasco i contratti di solidarietà con la previsione di lavorare in percentuale molto poco ogni mese".

"Al momento è questo l’ammortizzatore utilizzato ma non è escluso, come per Pomigliano, il passaggio nel futuro prossimo alla cassa integrazione straordinaria. Spostati quindi perché a Mirafiori non sono più disponibili ammortizzatori sociali e a Grugliasco sì".

E fin qui, in effetti, si ferma il territorio delle cose note. Oltre, si va per immaginazione, almeno per il momento. "Rimane la totale incertezza su quello che accadrà: la linea della Alfa Romeo Mito sarà utilizzata per nuove produzioni? Oppure a Torino resterà solo una linea di produzione (quella del Maserati Levante) a Mirafiori e una linea di produzione (quella della Maserati Ghibli e Quattroporte) a Grugliasco, con tutto quello che significa dal punto di vista industriale e occupazionale sul territorio? A parte le uscite, più o meno accompagnate, per i pensionamenti cosa accadrà quando anche a Grugliasco si esauriranno gli ammortizzatori sociali? Ad oggi a queste domande non si conosce risposta", dicono i sindacalisti della sigla metalmeccanica di Fiom.

"Non è accettabile che a distanza di oltre un mese dalla presentazione del piano Fca, non se ne conoscano i contenuti per i vari stabilimenti, a cominciare da Torino - fa notare Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom-Cgil -. Tanto è stato il clamore che ha circondato l'evento di Balocco quanto il silenzio successivo, e l'indifferenza delle istituzioni a tutti i livelli".

"Possibile che il Governo non abbia niente da dire e soprattutto da chiedere a Fca? - aggiunge Ugo Bolognesi, responsabile di Mirafiori per la Fiom-Cgil torinese -. Cambiano i Governi ma non cambia l'atteggiamento di chi dà una cambiale in bianco ad un'azienda che in tutti gli stabilimenti italiani che producono auto, salvo Cassino, utilizza contratti di solidarietà o cassa integrazione straordinaria".

Intanto, passato il fine settimana, l'attenzione sul fronte FCA (specialmente quello sindacale) rimarrà piuttosto alta, visto che lunedì e martedì si terrà a Torino il CAE (Comitato aziendale europeo), organismo di rappresentanza dei lavoratori europei di Fiat-Chrysler. E l'11 e 12 luglio sarà la volta dell'ILO, il network mondiale dei sindacati degli stabilimenti FCA e CNH Industrial. Inevitabilmente sul tavolo ci sarà quanto detto e presentato a Balocco proprio da Marchionne. "Uno strumento di confronto e informazione tra azienda e sindacati previsto dalla normativa comunitaria: sarebbe lecito aspettarsi un aggiornamento rispetto all'Investor Day. Ma sarà davvero così?», dicono ancora da Fiom.

Sul tema si pronuncia anche Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim: "Come italiani, pensiamo che sia molto importante che si acceleri sugli investimenti".

Massimiliano Sciullo

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