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Sanità | giovedì 12 luglio 2018, 07:00

Torino scopre la proteina che può bloccare il tumore al cervelletto dei bambini

Si tratta della CITK (Citron Kinase) che, se "silenziata" aiuterebbe a limitare la malattia. La scoperta è stata fatta dal team guidato dal professor Ferdinando di Cunto del Nico-Università di Torino, sostenuto da AIRC

Torino scopre la proteina che può bloccare il tumore al cervelletto dei bambini

Quando la ricerca scientifica in campo medico compie passi avanti è sempre un grande successo. Ma quando lo fa per la cura dei bambini è ancora più bello.
In particolare, uno degli ultimi muri "abbattuti" riguarda il tumore al cervelletto che colpisce i più piccoli.

Merito del team di ricerca guidato dal professor Ferdinandi Di Cunto (del Nico-Università di Torino) che ha scoperto come nella battaglia contro questo particolare tipo di tumore può essere prezioso silenziare la proteina CITK, la cosiddetta "Citron Kinase", che una volta inattivata determina la morte delle cellule tumorali. La ricerca è stata sostenuta dall’AIRC e apre nuove prospettive per la terapia del medulloblastoma.

"Le cellule del medulloblastoma, un tumore molto aggressivo che colpisce soprattutto il cervelletto dei bambini - si legge in una nota - sono sensibili all’inattivazione di Citron Kinase (CITK), proteina implicata nella divisione cellulare e nella stabilità genomica dei progenitori neuronali durante lo sviluppo del cervello. Il silenziamento di CITK blocca infatti il processo replicativo delle cellule tumorali, provocandone la morte o il decadimento del potenziale neoplastico: effetti che - in diversi modelli sperimentali - portano a una riduzione sostanziale dei tumori".

Questi risultati - pubblicati su Cancer Research - sono frutto di diversi anni di ricerche del gruppo del professor Di Cunto del Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi dell’Università di Torino. Lo studio è particolarmente rilevante per lo sviluppo di nuovi farmaci di supporto nella terapia del medulloblastoma, considerato che CITK è una proteina di potenziale interesse farmacologico.

Oggi le terapie prevedono l’asportazione chirurgica del tumore, seguita da radioterapia con possibile associazione di alte dosi di chemioterapici. Nonostante una buona efficacia in termini di sopravvivenza, questi trattamenti hanno un impatto pesantissimo sullo sviluppo psicomotorio ed endocrino: per migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti è fondamentale quindi sviluppare nuove terapie più specifiche e meno invasive.

«La proteina CITK è implicata nella divisione cellulare e nella stabilità genomica dei progenitori neuronali durante lo sviluppo del cervello – spiega il professor Di Cunto –. In studi precedenti, sviluppati presso i laboratori dell’MBC, Università di Torino, il nostro gruppo di ricerca ha stabilito che CITK è fondamentale, oltre che per garantirne la stabilità, anche per la sopravvivenza dei progenitori neurali. Considerate le somiglianze molecolari esistenti tra progenitori normali e le cellule del medulloblastoma - continua - abbiamo dimostrato che queste ultime sono sensibili all’inattivazione di CITK: l'ablazione della proteina determina infatti un blocco replicativo delle cellule di medulloblastoma, seguito da morte o senescenza. Questi effetti portano a una riduzione sostanziale dei tumori ottenuti in diversi modelli sperimentali che abbiamo studiato.  Il nostro lavoro – conclude Di Cunto - rappresenta un buon esempio di come la ricerca base possa avere ricadute che vanno molto al di là delle motivazioni iniziali degli studi. Lo scopo iniziale delle nostre ricerche era infatti studiare le basi molecolari della microcefalia, una rara malattia del neurosviluppo: l’estensione alla patologia tumorale è stata molto naturale, in considerazione dei meccanismi in cui ci siamo imbattuti".

M.Sci

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