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Cronaca | 18 novembre 2018, 15:25

Val di Susa, i No Tav sfondano le barriere e cercano di raggiungere il cantiere di Chiomonte: 15 denunciati

La "passeggiata" finisce con il tentativo di intrusione. Le forze dell'ordine usano gli idranti. Trentotto le persone identificate. I manifestanti: "Da vent'anni dalla parte della ragione: c'eravamo, ci siamo e ci saremo"

Val di Susa, i No Tav sfondano le barriere e cercano di raggiungere il cantiere di Chiomonte: 15 denunciati

 "Da vent'anni dalla parte della ragione: c'eravamo, ci siamo e ci saremo". E' quanto comunicato (e riportato dall'Ansa) dal gruppo dei Giovani No Tav in merito dell'iniziativa che li ha visti protagonisti oggi in Valle di Susa. E che ha portato alla denuncia di 15 manifestanti.

La protesta è partita stamattina, quando un folto gruppo di No Tav, di almeno 200 persone, ha dato vita a una "passeggiata": i manifestanti sono partiti dall'abitato di Giaglione e, violando l’ordinanza del sindaco di Giaglione e del Prefetto di Torino, si sono diretti verso il cantiere di Chiomonte passando attraverso il sentiero Gallo-Romano. Gli attivisti, tra cui noti appartenenti al centro sociale Askatasuna e al movimento No Tav, sono arrivati al punto in cui una pesante griglia - sormontata da filo spinato - blocca il sentiero. Lì hanno provato a danneggiare gli sbarramenti, utilizzando anche - secondo quanto riporta la polizia - alcune seghe circolari elettriche e una tronchese, allo scopo di crearsi un varco. Soltanto l’uso degli idranti ha permesso alla polizia di impedire un esito positivo dell'azione.

Delle 38 persone identificate dalla polizia, tre sono state ritenute responsabili dell’uso delle seghe elettriche e della tronchese e sono state denunciate per danneggiamento aggravato. Stessa accusa per altri dodici manifestanti, tra i quali il noto attivista di Askatasuna Giorgio Rossetto, che sono stati denunciati anche per inottemperanza al foglio di Via obbligatorio emesso nei loro confronti dal Questore, Francesco Messina, per analoghi episodi criminosi del passato.

"Ancora una volta abbiamo protestato contro questo cantiere abusivo, protetto da jersey e polizia", hanno spiegato i manifestanti.

 

Daniele Angi

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