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Attualità | 11 febbraio 2019, 20:40

NurSind e il funzionamento del numero unico delle emergenze

Il sindacato infermieristico esprime le sue perplessità sul 112: si è creata una nuova figura professionale invece di implementare i professionisti che hanno fatto miracoli per mantenere l’efficienza del sistema"

NurSind e il funzionamento del numero unico delle emergenze

NurSind pone particolare attenzione all’organizzazione ed al funzionamento del numero unico 112, per l’impatto che questo cambiamento ha determinato sulle centrali di secondo livello (i cosiddetti PSAP 2), è pleonastico ribadire come nelle questure al telefono risponda la Polizia, lo stesso valga per le sale operative dei Vigili del Fuoco.

Ben diversa è la questione delle Centrali 118, italiane, pochi ricordano che la legge ha attribuito all’infermiere la responsabilità Operativa di queste strutture: sono, infatti, gli infermieri che continuano ad effettuare la localizzazione dei target, ad impartire le istruzioni salvavita, a coordinare la risposta di emergenza sanitaria sul territorio, ad operare su ambulanze e ad elicotteri. Questa ci pare una occasione giusta per ricordarlo, a tre anni dalla prima giornata di studio sul 112 organizzata dal coordinamento degli ordini infermieristici piemontesi; siamo felici di vederne una rappresentanza in questa sede ed auspichiamo pari sensibilità anche da parte della Federazione Nazionale dell’Ordine.

Le centrali 118 hanno in questi ultimi dieci anni subito la riduzione numerica più drastica, rispetto ad altre sale operative. La questione sindacale è qui: nell’aver di fatto creato una nuova figura professionale invece di implementare il numero dei professionisti che hanno fino ad oggi fatto miracoli per mantenere l’efficienza del sistema.

Risulta di difficile comprensione la pesantissima ingerenza della sanità nel coordinamento di una struttura laica e che proprio per questo richiederebbe una gestione collegiale tra tutti gli enti coinvolti. In ambito sanitario sono all’ordine del giorno le segnalazioni di mancanza di personale infermieristico e medico, così come destano preoccupazione la mancanza di posti letto in ospedale e di sovraffollamento dei dipartimenti di emergenza e pronto soccorso. In questi giorni è sufficiente varcare la soglia di qualsiasi DEA per qualificare come inaccettabili le risposte ottenute dalla Regione Piemonte allorquando nel marzo scorso le organizzazioni sindacali qui intervenute (per la sanità solo il Nursind) hanno rappresentato tali criticità innanzi alla commissione sanità regionale e la risposta dell’assessore Saitta fu: “assumeremo più centralinisti per il 112”, quando avrebbe dovuto occuparsi delle questioni di propria competenza.

Una riflessione sugli operatori della Centrale unica 112: questi meritano il rispetto e la dignità dovuta ai lavoratori, ma Ricordiamo che l’istituzione delle professioni è tutt’ora materia costituzionale e non è prerogativa delle regioni. Un corso di venti giorni non trasforma un profano in un professionista.
Ci auguriamo proprio per questo iniziative future che coinvolgano il maggior numero di attori coinvolti, soprattutto coloro che oggi fanno sentire la loro assenza.

comunicato stampa

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