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Attualità | 23 maggio 2019, 13:13

Processo Eternit bis: 4 anni al magnate svizzero Stephan Schmidheiny

Era accusato di omicidio colposo per le morti di due ex operai dello stabilimento di Cavagnolo

Processo Eternit bis: 4 anni al magnate svizzero Stephan Schmidheiny

Il magnate svizzero dell'Eternit, Stephan Schmidheiny, è stato condannato a 4 anni di carcere per l'omicidio colposo di due operai dello stabilimento Eternit di Cavagnolo, Giulio Testore e Rita Rondano, entrambi deceduti per mesotelioma pleurico dopo una lunga esposizione all'amianto.

Si è concluso cosí il processo Eternit Bis, con il pm Gianfranco Colace che dopo la requisitoria aveva chiesto una pena di 7 anni.

Il giudice Cristiano Trevisan ha anche deciso una provvisionale per alcune delle numerose parti civili ammesse al processo, fra cui associazioni e sindacati, pari a 15 mila euro.

Il capo d’accusa originario, l’omicidio volontario, era stato derubricato in omicidio colposo e il processo spezzettato nelle quattro città dove avevano sede gli stabilimenti Eternit in cui lavoravano le vittime: Reggio Emilia, Napoli, Vercelli e appunto Torino.

"Si tratta di una condanna lieve, ma è importante che lo Stato dica che cosí non si fa. Ora speriamo che la decisione venga ribadito dalla Corte d'appello e dalla Cassazione", ha detto Bruno Pesce, ex coordinatore dell'Afeva, l'Associazione familiari vittime amianto.

Per l'avvocato Astolfo Di Amato, legale difensore di Stephan Schmidheiny "questa decisione va contro quella che è la giurisrprudenza prevalente in materia di mesotelioma, secondo cui non essendo individuabile il momento dell'induzione è impossibile risalire al responsabile. Aspettiamo le motivazioni ma è certo che faremo appello".

La sentenza del Tribunale di Torino riferita a Cavagnolo, pur relativamente mite, rappresenta un segnale incoraggiante, in un percorso lungo e accidentato, per restituire un po' di giustizia dopo l'incredibile conclusione del primo processo Eternit. Ed è una sentenza che parla anche fuori dai confini di quest'azienda, in quanto l'amianto continua a mietere vittime a distanza di decenni: di recente abbiamo assistito a sentenze contraddittorie e - come nel caso dell'Olivetti - decisamente sbilanciate a danno dei lavoratori”: così la Cgil Torino, in merito alla sentenza del Tribunale di Torino che oggi ha condannato a 4 anni di reclusione Stephan Schmidheiny, in uno dei diversi filoni del processo Eternit bis.

Giustizia è fatta. L’impegno dell’ONA e mio personale proseguirà per ottenere giustizia per le vittime dell’amianto”: lo ha detto il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale dei familiari della parte offesa Giulio Testore, lavoratore dell'Eternit deceduto nel dicembre 2008 per mesotelioma dopo una lunga esposizione, Avv. Ezio Bonanni, alla notizia della condanna a 4 anni di reclusione  del Tribunale di Torino del magnate svizzero Stephan Ernest Schmidheiny.

Marco Panzarella

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