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Politica | 27 maggio 2019, 15:05

I dem piemontesi fuori da Bruxelles, il segretario Furia: "Bisogna smettere di pensare solo a sé stessi"

Nonostante un ottimo risultato che l'ha visto ottenere, con un calo delle affluenze, ben 23 mila voti in più rispetto alle politiche dello scorso 4 marzo - il Pd regionale non porterà suoi esponenti all'europarlamento

I dem piemontesi fuori da Bruxelles, il segretario Furia: "Bisogna smettere di pensare solo a sé stessi"

"In Piemonte non è stato possibile trovare un candidato forte, su cui tutto il PD e il nostro elettorato potessero convergere". A poche ore dallo spoglio è questo il bilancio amaro del segretario regionale del PD Paolo Furia sulle Europee.

I dem piemontesi - nonostante un ottimo risultato che li ha visti ottenere, con un calo delle affluenze, ben 23 mila voti in più rispetto alle politiche dello scorso 4 marzo - non saranno a Bruxelles. Salvo la conta dei resti in corso in questo momento, che potrebbe permettere alla torinese Mercedes Bresso di tornare in UE, il Piemonte non avrà rappresentanti regionali di sinistra. 

La responsabilità però, se di qualcuno deve essere, per Furia non è della direzione regionale. "Troverei ingeneroso - spiega il ricercatore biellese - se fosse scaricata sul PD piemontese la colpa di non avere un parlamentare europeo". Al risultato negativo avrebbero contribuito diversi fattori. In primis il peso che occupa la Lombardia in termini di voti, per le Europee, nel collegio del Nord Ovest. A questa tornata poi la regione lombarda ha schierato candidati molto forti, in posizioni di vantaggio, a partire dal capolista ed ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, fino alla deroga concessa a Patrizia Toia.

In ultimo, ma non meno importante, l'incapacità dei candidati piemontesi di fare squadra. Tradotto: ognuno ha fatto votare se stesso, ma non i colleghi di partito, nonostante la possibilità di indicare tre preferenze alle Europee. Una mancanza di "solidarietà" che tocca soprattutto i tre che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze: i torinesi Mercedes Bresso e Daniele Viotti e all'ex viceministro del governo Renzi Enrico Morando.

"Io - commenta Furia - ringrazio chi ci ha messo la faccia, ma bisogna smettere di pensare solo a sé stessi. Sono molto amareggiato, considerando che il voto di lista premia il PD piemontese rispetto al nazionale", ha concluso.

Cinzia Gatti

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