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Cultura e spettacoli | 21 luglio 2019, 08:18

Party hollywoodiani e cicatrici in bianco e nero: Fink e Benassi si incontrano a CAMERA [FOTO]

Inaugurato il progetto "Camera doppia", a cura di Walter Guadagnini, che propone due allestimenti a confronto negli spazi espositivi di via delle Rosine 18. Fino al 29 settembre

Party hollywoodiani e cicatrici in bianco e nero: Fink e Benassi si incontrano a CAMERA [FOTO]

È stato inaugurato a CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia il nuovo progetto “Camera doppia”, che include due mostre allestite in contemporanea negli spazi della galleria principale di via Delle Rosine 18. Gli allestimenti “allo specchio” mettono così in dialogo due autori, diversi per generazioni e formazione, accomunati però dall’approccio al linguaggio fotografico.

Un percorso che “segna la costante attenzione di CAMERA alla produzione artistica contemporanea e la sua capacità di guardare sia alla scena italiana che a quella internazionale”, ha commentato il direttore Walter Guadagnini, che ha curato la mostra antologica del neworkese Larry Fink, classe ‘41, Unbridled Curiosity, e il progetto di Jacopo Benassi, nato a La Spezia nel ‘70, intitolato Crack.

Entrambe prodotte da “Fotografia Europea” di Reggio Emilia, le mostre trovano dei punti in comune per tematiche – l’analisi della società attuale – e mezzo espressivo: gli autori, infatti, utilizzano unicamente il bianco e nero e adottano l’uso del flash per focalizzare l’attenzione sul soggetto della rappresentazione, esaltandone atmosfera, forma e contenuto.

Nell’antologica di Fink – docente per oltre cinquantedue anni, con cattedre alla Yale University, alla Cooper Union e recentemente al Bard College, dove è stato onorato con la carica di professore emerito – sono presenti oltre novanta immagini, realizzate tra gli anni Sessanta e oggi. La selezione in bianco e nero, di grande impatto estetico, mira a evidenziare quei legami tra le persone e i luoghi che lo statunitense, nel corso di tutta la sua carriera, ha saputo immortalare con occhio attento e “sfrenata curiosità”, come egli stesso dichiara, mischiandosi ai contesti, rubando momenti di intimità e mettendo in evidenza l’anima dei soggetti ritratti. “La mia vita è una cascata di rivelazioni empatiche – ha spiegato –. Una vita spesa cercando di costruire ponti tra le classi, le fatiche, i piaceri e le paure del dolore. Una vita trascorsa ad accumulare immagini che attestano un senso di meraviglia sensuale e sociale”.

Benassi – figlio dell’undergound anni ‘90 e autore, nel 2006, del libro Gli aspetti irrilevanti, assieme al regista Premio Oscar Paolo Sorrentino – con le 60 immagini in mostra (prodotta in collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza – Aterballetto), pone in risalto la sua riflessione sul rapporto tra classicità e contemporaneità nei corpi e nei legami che gli individui instaurano con uomini e ambienti. Emerge non solo la decadenza in agguato tanto per il corpo umano quanto per il corpo scolpito, ma anche la possibilità di ricomposizione delle fratture. A tale visione concorrono anche l’incorniciatura delle singole opere e l’intero allestimento della mostra, parte integrante del progetto espositivo, caricato di una sorprendente tensione vitale.

Per maggiori informazioni: www.camera.to

Manuela Marascio

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