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Economia e lavoro | 12 settembre 2019, 17:20

L'appello degli industriali a Cirio: "Scriviamo insieme i bandi regionali per le aziende"

Le territoriali di Confindustria si sono ritrovate ad Asti per compilare la lista delle priorità da condividere con la nuova giunta della Regione: autonomia, Tav, investimenti e formazione. Il presidente Ravanelli: "Vogliamo collaborare offrendo supporto e monitoraggi annuali"

L'appello degli industriali a Cirio: "Scriviamo insieme i bandi regionali per le aziende"

Autonomia, Torino-Lione, attrazione degli investimenti e alternanza scuola-lavoro senza dimenticare il mondo (in crescita) degli ITS. Sono questi i punti in agenda che gli industriali piemontesi hanno voluto che anche il governatore della Regione, Alberto Cirio, segnasse con la biro rossa tra i propri appunti principali. 

L'occasione è stato il vertice che si è tenuto nella giornata di mercoledì ad Asti, quando la presidenza di Confindustria Piemonte con gli otto Presidenti delle Associazioni Territoriali piemontesi e il presidente regionale, Fabio Ravanelli si sono ritrovati intorno allo stesso tavolo.

Tra le priorità indirizzate agli uffici della Regione, ognuno per le proprie competenze, c'è tutto un mondo produttivo che a volte fatica a orientarsi all'interno di un contesto ricco di incertezze o di difficoltà, quando non di ritardi. Tra le principali direttrici di sviluppo economico e sociale del Piemonte sono state appunto individuati i concetti di autonomia, formazione, grandi opere, investimenti, fabbrica 4.0, internazionalizzazione, welfare e sviluppo turistico. Tutti ambiti chiave non solo per la nostra regione, ma per tutto il Nord Ovest.

A cominciare proprio dall'autonomia, concetto alla ribalta con il passato governo giallo-verde e ora tornato nel limbo. "Confindustria Piemonte e Liguria intendono definire una proposta congiunta da sottoporre alle due Regioni - si legge in una nota diffusa dagli industriali - a artire dalle posizioni già formalizzate dalle due Giunte regionali". 
E a completare le richieste ci sono i finanziamenti per gli ITS e le collaborazioni con le Università (in modo da formare profili adatti alle necessità delle aziende), la continuità dei percorsi formativi, ma anche le infrastrutture. A cominciare dalla Torino-Lione, per la quale si propone di predisporre "una cabina di regia che sia focalizzata su compensazioni e relazioni con i Comuni della Valle di Susa", ma anche la promozione di un Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale - GECT del Corridoio Mediterraneo assieme alle regioni europee interessate alla Direttrice, a partire da Auvergne Rhône Alpes.


E ancora: opportunità in aree dismesse e libere, per la costruzione di un catalogo delle opportunità in Piemonte su cui costruire una strategia e un piano di attività per attrarre investimenti da fuori, favorire misure più semplici per le Pmi, la ridefinizione del ruolo del Centro Estero internazionalizzazione Piemonte e l'avvio di un confronto sul Parco della Salute di Torino e sulla Città della Salute di Novara. Su quest'ultimo tema si celebrerà proprio domani, venerdì 13 settembre alle 11, nell’aula magna dell’azienda ospedaliero universitaria Maggiore della Carità di Novara, la riunione monotematica della Giunta regionale dedicata proprio alla realizzazione della Città della Salute e della Scienza di Novara.
In ultimo, ma non per importanza, il turismo, per cui serve la definizione di un "Piano strategico del turismo comune per le Regioni del Nord Ovest", insieme alla revisione delle norme piemontesi nell’ambito di un Testo unico.

"Confindustria Piemonte conferma la volontà di collaborare con la Regione offrendo un supporto sul territorio grazie alle professionalità di cui dispone al suo interno e a quelle delle oltre 5500 industrie associate - dice Fabio Ravanelli, presidente di Confindustria Piemonte -. L'idea è di sviluppare le priorità individuate nei punti del nostro documento e che dovranno avere riscontri sul piano del "fare". Vorremmo muoverci, nell'ambito delle nostre competenze, prevedendo magari monitoraggi annuali che mettano la Regione in condizione di avere risposte non solo politiche ma anche operative. Un esempio: provare a scrivere insieme i testi dei bandi regionali per renderli il più possibile chiari dal punto di vista delle aziende".

Massimiliano Sciullo

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