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Eventi | 21 settembre 2019, 13:30

Un grissino buono e sano per proteggere le famiglie fragili in oncologia

Appuntamento nelle piazze piemontesi giovedì 26 settembre per la prima Giornata regionale del Progetto Protezione Famiglie Fragili

Un grissino buono e sano per proteggere le famiglie fragili in oncologia

Un grissino, alimento semplice e genuino, come anello principale di una rete di solidarietà per il malato e i suoi parenti. È questo il simbolo della prima Giornata regionale del Progetto Protezione Famiglie Fragili in ambito oncologico, in programma il 26 settembre nelle principali piazze piemontesi aderenti.

Nato su iniziativa della Rete oncologica Piemonte Valle d'Aosta, diretta da Oscar Bertetto, il progetto - presente nelle province di Torino, Asti e Biella - si rivolge a tutte le persone per cui una malattia tumorale ha ripercussioni significative sulla vita familiare. Si tratta soprtutto di minori con un genitore in terapia, di coppie anziane o soggetti con problemi economici o di integrazione. Solo nel 2018 sono state assistite 1067 famiglie, mediante sostegno psicologico e assistenza sociale.

"È un'operazione - afferma Bertetto - che richiede l'intervento coordinato di tutte le comunità, coinvolgendo le associazioni di volontariato e le istituzioni. Deve avere la capacità di smuovere nel profondo la società civile".

"Ormai è evidente - aggiunge - che il tema non interessa più soltanto il servizio sanitario. Per questo abbiamo voluto istituire una giornata che creasse condivisione tra i cittadini, allargando lo sguardo dalla cura del persona al prendersi cura di un intero nucleo familiare".

Il grissino, venduto in piazza il 26 per finanziare il PPFF, è stato scelto quale "alimento buono per una buona causa", ricordando le sue lontane origini torinesi, quando un medico delle Valli di Lanzo lo fece realizzare da un panettiere per ristorare il duca Carlo Alberto II, affetto da disturbi intestinali.
Per l'occasione, sono stati scelti come testimonial della campagna due rinomati chef piemontesi, Giovanni Grasso e Igor Macchia.

Manuela Marascio

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