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Economia e lavoro | 04 ottobre 2019, 16:56

Novità al Politecnico: voti più alti per chi dà brevetti alle aziende

La vicerettrice Mattiazzo: "Intendiamo valutarli più delle pubblicazioni tradizionali. Gli atenei devono dialogare maggiormente con le imprese". Il rettore Unito Geuna: "Un tempo trascuravamo il trasferimento tecnologico: sotto il mio mandato darò un forte impulso"

Novità al Politecnico: voti più alti per chi dà brevetti alle aziende

Realizzare un ecosistema fertile per la nascita di imprese tecnologiche. Questa una delle strade che il Politecnico sta seguendo sotto la guida del rettore Guido Saracco, già a partire del livello didattico. Ma adesso, chi taglierà il traguardo nella corsa dalla dimensione accademica a quella di mercato avrà voti migliori. 

È questa la novità che arriva, proprio dall'aula magna di corso Duca degli Abruzzi, in occasione del.convegno sul tema del trasferimento tecnologico organizzato in collaborazione con gli esperti dello studio Jacobacci & partners.

"Spingiamo i ragazzi a lavorare in gruppo, dando risposte alle necessità delle imprese sotto tutti i punti di vista e la Cittadella politecnica, già nata in coabitazione con le imprese, dà l'esempio per quelle che saranno vere piattaforme tematiche in corso Marche, Mirafiori e simili", spiega Giuliana Mattiazzo, vicerettrice del Poli con la delega al Trasferimento tecnologico. Ma non solo. "Tra le valutazioni di ateneo - aggiunge - intendiamo dare molto più peso a brevetti utilizzati a livello industriale che alle pubblicazioni".

E la consapevolezza ha raggiunto anche l'altra anima accademica in riva al Po, tra Palazzo Nuovo e dintorni. "Come UniTo - ammette Stefano Geuna, neo rettore dell'Università di Torino - trascuravamo quasi l'aspetto del passaggio di competenze verso il mondo delle imprese. Ma quello è il passato, anche perché molte discipline come il biotech e il medicale sono coinvolte, così come molte scienze umane che a prima vista sembrerebbero distanti da queste dimensioni. Nel mio mandato vorrò fare un forte impulso al trasferimento tecnologico".

In Italia le aziende che usato brevetti intellettuali creano 7 milioni di posti di lavoro, pari al 30% del totale. E Torino pesa per l'8% in termini di deposito di brevetti: ecco perché la valorizzazione degli asset di proprietà intellettuali può essere strategico.

Nel 2018, il Politecnico di Torino ha depositato 50 brevetti, di cui il 66% in piena titolarità e il 34% in co-titolarità. Tra i Paesi di priorità, l'Italia pesa per il 90%, mentre il restante 5,1% è a livello europeo, il 3,8% Extra europeo, 0,3% USA, 0,8% altri.

Massimiliano Sciullo

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