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Attualità | 06 novembre 2019, 05:00

Torino, nasce il servizio di Apostolato Digitale

Al via il progetto voluto dalla Chiesa di Torino per riflettere sull'interdipendenza tra vita, scienza e tecnologia. L'arcivescovo Nosiglia: "Il nostro territorio è da sempre attento all'innovazione"

Torino, nasce il servizio di Apostolato Digitale

"Condividere codici di salvezza": è questo il motto del servizio di Apostolato Digitale, progetto fortemente voluto dalla Chiesa di Torino per aprire un dialogo sulle tematiche scientifiche e tecnologiche e la loro interdipendenza con gli aspetti etici e morali della vita umana. Gli obiettivi principali saranno quelli di incentivare il dialogo interreligioso, interdisciplinare e interculturale, creare una comunità coesa e preparata sul tema della rivoluzione digitale e tecnologica e promuovere un dibattito che generi cultura, etica e organizzazione del sapere.

L'iniziativa, organizzata in collaborazione con diverse realtà religiose e laiche come la CEI, la Conferenza dei Rettori, Università di Torino, Politecnico e Confederazione Islamica Italiana, è nata durante il Sinodo dei Giovani: "La nostra Chiesa - dichiara l'arcivescovo Cesare Nosiglia – non poteva che rispondere prontamente perché il territorio su cui opera è, da sempre, attento alle innovazioni tecnologiche e scientifiche. Questo servizio raccoglie le esperienze del passato, gli studi della facoltà teologica e il lavoro della Pastorale Universitaria".

L'Apostolato Digitale vedrà convergere sul tema diverse discipline tra cui la filosofia: "Non servirà - sottolinea don Luca Peyron – ad annunciare il Vangelo o a pubblicare frasi della Bibbia sui social, ma sarà al servizio della chiesa e del mondo rispetto al rapporto tra uomo, rivoluzione digitale e alle conseguenze sul sistema di valori. L'équipe sarà composta prevalentemente da giovani ma anche da professionisti della comunicazione e docenti di diverse discipline perché il digitale e l'analogico, così come le generazioni, non possono fare a meno l'uno dell'altro".

Il primo appuntamento, intitolato "Rerum futura", è in programma per giovedì 7 novembre al Festival della Tecnologia del Politecnico: ventiquattro giovani di diverse confessioni religiose avranno la possibilità di fare un'esperienza comunitaria di quattro giorni sul tema della rivoluzione digitale; l'iniziativa fa parte di un percorso più ampio che prevederà anche diversi momenti di restituzione dei risultati in vari ambiti e a più livelli.

Marco Berton

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