/ Eventi

Eventi | 31 ottobre 2017, 07:27

Napoleone a Torino, ecco la mostra “J’arrive”

Allestita a Palazzo Cavour fino al 28 gennaio. Esposti pezzi originali, tele e oggetti di uso quotidiano per i condottiero francese, prestati dalla Fondation Napoléon di Parigi

Napoleone a Torino, ecco la mostra “J’arrive”

A Torino arriva Napoleone Bonaparte, ma questa volta viene in pace. Ha aperto il 28 ottobre, a Palazzo Cavour, la mostra dal titolo “J’arrive”, dedicata al condottiero francese, che ha già visitato diverse città, dal San Paolo in Brasile a Melbourne in Australia, passando per Astana (Kazakhstan).

Già raggiunta la quota di 700.000 visitatori. A Torino la mostra resterà fino al 28 gennaio 2018, con il sottotitolo “Napoleone Bonaparte, i cinque volti del trionfo”. Il curatore è lo storico francese Pierre Branda, mentre la supervisione italiana è stata affidata a Gianni Oliva, storico ed ex assessore regionale alla Cultura.All’esposizione si possono ammirare gli oggetti da viaggio di Napoleone, scoprendo qualcosa in più sul personaggio, dalla cura dei denti all’ossessione per i cappelli. Ma non solo, perché esplorando la mostra è possibile ricostruire un quadro a tuttotondo del costume nell’età napoleonica. 

Il percorso espositivo, con i pezzi provenienti dalla Fondation Napoléon di Parigi, attraversa le cinque fasi dell’ascesa militare e politica di Napoleone Bonaparte, dall’ascesa fino all’esilio. Ma “J’arrive” è anche un approfondimento sull’aspetto innovatore del condottiero francese, con uno sguardo sulle eredità lasciate al mondo. Dalla Stele di Rosetta, che ha dato un impulso fondamentale allo sviluppo dell’egittologia, al Codice Civile, all’istituzione dei licei e a molto altro. Insomma tutto ciò che la nostra cultura trae dall’esperienza napoleonica, direttamente o indirettamente.

“Perché parlare ancora oggi di Napoleone? La vera domanda di oggi è la questione dell’uguaglianza – ha commentato Charles Bonaparte, discendente di Napoleone e ideatore dell’omonima fondazione francese –. Ma egli ha saputo portare nella propria epoca il concetto di modernità. Ha risposto a idee nuove con concetti nuovi, questione che è tuttora al centro del dibattito politico, dall’ambiente alla riunificazione del mondo”.

Il discorso si è poi spostato sull’attività della Fondazione, che ha messo insieme una “federazione” di comuni allo scopo di stimolare un dibattito sui contenuti politici del periodo napoleonico, come l’unità europea. “Ho chiesto all’assessore Sacco (presente alla conferenza stampa, ndr) – ha aggiunto Bonaparte –, in rappresentanza del sindaco di Torino, di unirsi alla nostra federazione, come hanno fatto, fra gli altri, Loano (che dà il patrocinio alla mostra insieme a Torino, ndr), Cairo Montenotte, Mantova e Alessandria. Il nostro scopo è anche quello di costruire percorsi urbani, ristrutturando dei monumenti grazie ai fondi europei. Napoleone è ancora molto presente nella nostra cultura”.

Fra i pezzi esposti c’è il fucile da caccia che Napoleone donò al capitano Besson nel 1815, un orologio da tasca in oro, argento e diamanti appartenuto alla famiglia Bonaparte, il leggendario “chapeau” (ne sono rimasti circa una ventina sugli oltre 120 posseduti da Napoleone) e una copia originale del Codice Civile francese del 1804. E poi tele che rievocano importanti battaglie, come quella di Marengo, ma anche uniformi e porcellane.
La mostra, poi, si arricchisce di contenuti multimediali che costruiscono percorsi di interpretazione e approfondimento.

Paolo Morelli

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium