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Attualità | 04 novembre 2019, 15:42

Lisa, picchiata a 15 anni perché lesbica. Giusta: "Le sono accanto". Arcigay: "A Torino altri casi". La madre: "State vicino ai vostri figli"

L'aggressione vicino a Porta Nuova da parte di uno sconosciuto che rinfacciava alla ragazza di essere "vestita da maschio". L'assessore: "Nessuno l'ha difesa e a volte l'indifferenza fa più paura della violenza stessa"

Lisa, picchiata a 15 anni perché lesbica. Giusta: "Le sono accanto". Arcigay: "A Torino altri casi". La madre: "State vicino ai vostri figli"

"La lesbofobia, così come l'omofobia e la transfobia sono mali che attanagliano la nostra società da cui fatichiamo estremamente a liberarci. Per ogni diritto acquisito, per ogni battaglia vinta a livello comunale o nelle corti, ci viene fatto pagare un prezzo di aggressioni e violenze". Lo ha dichiarato l'assessore ai diritti della Città di Torino, Marco Giusta, commentando l'aggressione a una 15enne, Lisa, picchiata da uno sconosciuto perché veste "da maschio, è lesbica".

"Torino vorrebbe liberarsi una volta per tutte dalle discriminazioni, che però tornano fuori ogni volta creando nuove correlazioni, come in questo caso, dove tra lesbofobia e violenza di genere il confine è labile", ha spiegato Giusta. "L'unica, vera soluzione è una legge nazionale, che garantisca non solo la persecuzione del reato, ma crei una trasformazione culturale diffusa, a iniziare dalle scuole".

Lisa, 15 anni, ha raccontato la sua storia in un'intervista a pressenza.com: martedì scorso, vicino a Porta Nuova, è uscita dalla metro per raggiungere il bus 61 che l’avrebbe condotta a scuola. Lì uno sconosciuto di 35-40 anni l'ha picchiata all'improvviso dopo averla insultata: "Mi ha gridato che ero vestita da maschio e che facevo schifo – dice Lisa – chiamandomi numerose volte 'lesbica di m'. Poi all’improvviso mi è arrivato un pugno in faccia e ho visto tutto nero. Mi sono piegata su me stessa. Nessuno è venuto ad aiutarmi o soccorrermi". La ragazza ha poi sporto denuncia alle forze dell'ordine.

"Proviamo a costruire una società che non resti ferma quando vede un gesto di discriminazione e violenza", conclude l'assessore Giusta. "Sono personalmente e istituzionalmente vicino a Lisa e rattristato dal fatto che nessuno sia intervenuto in sua difesa. L'indifferenza è a volte più spaventosa della violenza stessa".

"Si tratta di un grave episodio di intolleranza e prima ancora di ignoranza", ha detto l’Assessore ai Diritti Civili della Regione Piemonte, Roberto Rosso. "Ci troviamo di fronte a un atto - ha poi continuato - che ferisce la libertà di coscienza individuale nella sua sfera più profonda: un gesto di prevaricazione che non deve trovare alcuna forma di giustificazione".

"Non è il primo caso di violenza a sfondo lesbofobico di quest'anno in città", ha invece commentato il presidente di ArciGay Torino, Riccardo Zucaro, che ha espresso "piena solidarietà" e sostegno alla giovane.

"Sin da piccola, mia figlia è stata vittima di bullismo perché troppo mascolina - rivela la madre della 15enne -. Prima che arrivasse alla consapevolezza di essere lesbica, ad accettare la sua omosessualità, stava male. Quando, per la prima volta, ha accettato di avere una cotta per una ragazza, l'ho vista finalmente felice. Ai genitori che vivono la mia stessa situazione consiglio di stare vicino ai propri figli, di ascoltarli e di avere il coraggio di affidarsi a chi può dare il supporto psicologico adeguato".

Daniele Angi

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