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Viabilità e trasporti | 26 gennaio 2020, 19:03

Caselle resta a terra: il 2019 scende sulla quota del 2016. Il calo è del 3,3%

Lo scalo resta sotto quota 4 milioni di passeggeri. E il Pd incalza la Regione: "Che fine ha fatto il piano di rilancio annunciato da Cirio?"

Caselle resta a terra: il 2019 scende sulla quota del 2016. Il calo è del 3,3%

Caselle zoppica. E fatica a riprendere il volo. Lo dicono i numeri elaborati per il 2019 da Fly Torino, associazione che ormai dal 2007 monitora l'andamento dello scalo torinese sulla base dei dati di Assoeroporti (e non solo).

E i numeri, sull'anno che si è appena concluso, lasciano più di una perplessità. Mentre il trasporto aereo in Italia (+4%) e nel mondo continua a crescere, infatti, il "Sandro Pertini" osserva mestamente i progressi degli altri: "dopo il calo registrato nel 2018, anche il 2019 ha chiuso in negativo con un calo pari a -3.3%, tornando così sotto la quota di 4 milioni di passeggeri", dicono da Fly Torino.

Per la precisione, si tratta di 3 milioni 952mila e 158 persone che sono partite o arrivate a Caselle. Come nel 2016. Dato che fa di Torino il 14esimo scalo in Italia, dietro Bari e Cagliari e poco più avanti di Verona. 

E non manca la polemica politica, soprattutto sul fronte dell'opposizione in Regione. “L’aeroporto di Caselle, secondo i dati di Fly Torino, ha registrato anche per il 2019, una chiusura in negativo. Numeri che confermano il costante e pericoloso declino del Sandro Pertini", attacca Alberto Avetta, consigliere del Pd. Che aggiunge: "A luglio il presidente Cirio aveva annunciato un bando di sponsorizzazione e un piano d’intervento da trasmettere a Roma e Bruxelles per individuare i fondi necessari al rilancio dello scalo torinese. La Regione lo sta predisponendo ed entro quando potrà essere attuato?”.

"A seguito della dismissione delle quote pubbliche dalla società di gestione dello scalo - prosegue Avetta - sembra che Torino e il Piemonte siano ormai rassegnati a delegare ad altri aeroporti il ruolo di porta d’accesso del nostro territorio. Un territorio sempre più isolato, visto che la crisi di Caselle si aggiunge all’allarme recente sui tagli ai collegamenti ferroviari A/V tra Torino e il resto d’Italia. Una situazione difficilmente rinvenibile in altre aree metropolitane europee di analoghe dimensioni, che penalizza la competitività del sistema economico piemontese e l’attrattività turistica di Torino e del Piemonte”.

M.Sci

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