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Viabilità e trasporti | 18 marzo 2020, 06:20

Torino, metropolitana deserta per Coronavirus: in città corse ridotte e linee sospese [VIDEO]

Pochissimi passeggeri, tutti rigorosamente con la mascherina, e frequenze ridotte. Situazione surreale in metropolitana

Torino, metropolitana deserta per Coronavirus: in città corse ridotte e linee sospese [VIDEO]

Entrare nella metropolitana di Torino oggi vuol dire usufruire di stazioni deserte e vagoni incredibilmente vuoti. Una situazione dovuta ovviamente al Coronavirus, che ha limitato all'essenziale gli spostamenti dei torinesi.

Prendere la metro a metà giornata è surreale: nessuna coda alle biglietterie automatiche, un'attesa di qualche minuto in stazione e la salita su una carrozza vuota o quasi. Non si incontra anima viva, i pochi passeggeri hanno tutti la mascherina e si siedono distanti. Scenari impensabili sino a qualche settimana fa, quando ci si auspicava un passaggio più frequente dei treni per far fronte a una domanda di passeggeri sempre più alta.

Inevitabilmente l'emergenza Coronavirus stravolge il servizio Gtt: a partire da oggi infatti, visti i pochi utenti, il servizio e le frequenze di passaggio saranno simili a quelli di agosto, il mese con meno passeggeri in assoluto. La metropolitana opererà con il normale orario, ma la frequenza delle corse potrebbe allungarsi. La rete in superficie, bus e tram, sarà invece operativa dalle 5 alle 24.

Gtt ha inoltre deciso di sospendere le seguenti linee: 12, 17 sbarrato, 20, 21, 34, 40, 52, 53, 66, 77, 78, Star 1, Star 2, OB-1, 1-CH, 2 CH, RV-2. I percorsi delle linee sospese, in ogni caso, sono in gran parte coperti da altre linee in servizio. Gli orari sono disponibili sul sito di Gtt.

Per quanto riguarda il servizio extraurbano, anch'esso subisce alcune variazioni a livello di orari: dal lunedì al sabato si seguirà l'orario del sabato, mentre la domenica quello festivo. Capitolo linee destinate alle fabbriche e alle aree industriali: non subiranno alcuna variazione per non danneggiare gli operai costretti a lavorare.

Andrea Parisotto

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