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Cultura e spettacoli | 17 aprile 2020, 12:45

I lavoratori del Regio a Schwarz: "Per il futuro più chiarezza sulle coperture economiche, lirica in streaming e spettacoli all'aperto"

Lettera delle Rsu al Sovrintendente. Leon: "Come Città Torino non abbiamo un bilancio enorme, ma vogliamo destinarle alle filiere produttive culturali del territorio"

I lavoratori del Regio a Schwarz: "Per il futuro più chiarezza sulle coperture economiche, lirica in streaming e spettacoli all'aperto"

Più coinvolgimento per progettare il futuro, chiarezza sulle coperture economiche terminata la prima tranche di ammortizzatori, valutare di trasmettere la lirica in streaming. Sono queste alcune delle richieste contenute nella lettera, inviata due giorni fa, dalle Rsu del Regio di Torino al Sovrintendente Sebastian Schwarz.

Il teatro torinese, così come tutte le altre realtà italiane, ha chiuso le porte agli spettatori dallo scorso 24 febbraio per il Coronavirus. Una situazione di incertezza, che genera apprensione tra i dipendenti della fondazione lirica, come sottolineato questa mattina dalla vicecapogruppo del Pd Chiara Foglietta durante la commissione sulle difficoltà vissute dal comparto culturale di Torino per l’emergenza.

Al momento le maestranze del Regio, come quelle delle altre fondazioni liriche, percepiscono fino al 14 maggio il Fondo di Integrazione Salariale. “Una volta esaurite queste 9 settimane – chiede l’Rsu – cosa accadrà. Il FIS verrà prorogato? Verrà attivato quello ordinario?”. Risposte che i sindacati definiscono “necessarie per organizzare la vita delle nostre famiglie, la sospensione dei mutui, la richiesta di prestiti e per far fronte alle spese quotidiane”.

Altro tema fonte di incertezza è legato alla ripartenza. Tra le proposte delle organizzazioni sindacali “lo smart working per tutti (studio delle parti per i reparti artistici, corsi obbligatori o professionalmente utili per tutti i reparti), il ripristino delle attività che ogni singolo settore può svolgere in teatro, come quelle dei reparti tecnici per la manutenzione e riordino degli allestimenti e del materiale di repertorio”.

Oltre alla difficoltà vissute dal comparto culturale, si è parlato delle proposte per il futuro “Per il Regio – ha spiegato Foglietta – si possono fare spettacoli in streaming, dove fare pagare un piccolo contributo agli spettatori, così come fare produzioni all’aperto. Adesso siamo nella fase 1: il problema sarà quello sociale nella 2: chi riesce a reggersi sulle proprie gambe, come le altre fondazioni liriche, può fare da input alle altre realtà”.

 “Il settore della cultura – ha spiegato l’assessore alla Cultura Francesca Leon è strutturalmente intermittente, da un punto di vista contrattuale: a livello italiano si stimano ci siano dai 200 mila ai 300 mila lavoratori invisibili. Molti non rientrano neanche nei parametri del decreto del 17 marzo”. “Come Città – ha aggiunto – non abbiamo un bilancio enorme, ma vogliamo garantire le risorse: queste devono essere destinate a salvaguardare le filiere produttive del territorio. Per questo rifaremo le linee guida dei nostri contributi”.

Bisogna fare emergere – ha sottolineato il consigliere del M5S Massimo Giovara - le risorse che vengono prodotte anche grazie ai precari, che stanno nel tesoretto ex Enpals e nel patrimonio della Siae. Un fondo che viene costruito anche grazie ai contribuiti dei piccoli club, circoli e teatri, che pagano il diritto di autore”.

redazione

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