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Politica | 21 aprile 2020, 14:23

Coronavirus, Lega-FI-FdI:"Piemonte non sia zona rossa per sciacallaggio politico"

Grimaldi (LUV) replica: "Azzeriamo l’unità di crisi e i vertici socio- sanitari della politica regionale".

Coronavirus, Lega-FI-FdI:"Piemonte non sia zona rossa per sciacallaggio politico"

Non esiste un caso Piemonte, con buona pace della trasmissione Report che ha scelto di trasmettere solo alcuni dati e non altri: ad esempio, secondo la Protezione Civile il Piemonte raggiungerà il traguardo dei contagi-zero il 21 di maggio alla pari del Veneto, oltre un mese prima di altre regioni italiane” ricordano i capigruppo delle forze di maggioranza in Consiglio Regionale del Piemonte Alberto Preioni (Lega), Paolo Ruzzola (Forza Italia) e Maurizio Marrone (Fratelli d’Italia), che lanciano un appello “Auspichiamo che anche le minoranze dimostrino l’onestà intellettuale di non sminuire i risultati raggiunti con fatica dalla Giunta nel contrasto all'epidemia perché si troverebbero ad infangare tutta la Regione Piemonte e non solo i loro avversari politici, proprio nella fase delicata in cui il Governo nazionale sta decidendo regole e tempi sulla revoca del blocco. Sarebbe davvero irresponsabile rischiare di vederci classificati zona rossa solo per una rappresentazione denigratoria del Piemonte, svincolata dai dati oggettivi: poi dovrebbero risponderne di fronte alle imprese impantanate e ai lavoratori lasciati a casa”.  

A replicare alla maggioranza il capogruppo regionale di Luv Marco Grimaldi:"Mancavano mascherine e tamponi, è vero, ma è l'intera gestione dell'emergenza che ha fatto acqua da tutte le parti”.

 “Nessuno - continua il consigliere di minoranza - prendeva in carico le segnalazioni dei pazienti infetti fatte dai medici di famiglia; il caso della Provincia di Alessandria non è stato una sfortuna – come ha dichiarato Icardi – ma si è determinato dopo una precisa catena di errori. Il dramma delle Rsa, che Report ha tralasciato, è la punta dell'iceberg di una gestione caratterizzata da incapacità di ascolto e sottovalutazione delle osservazioni critiche e delle tante proposte arrivate tanto dal territorio, dal mondo del lavoro e della sanità”

Credo” - conclude Grimaldi - “che la difficoltà di operare in uno scenario inedito non possa giustificare tutto ciò. Per questo chiediamo da giorni un azzeramento tanto dell’unità di crisi, quanto dei vertici socio- sanitari della politica regionale".

Una richiesta condivisa anche dal Partito Democratico in Regione, che aggiunge:"In queste condizioni è difficile immaginare una ripartenza che noi riteniamo fondamentale per il 4 maggio, dal momento che le riaperture devono essere garantite da una linea di comando sicura e da un’organizzazione sociosanitaria solida. Siamo molto preoccupati per quello che ci attende, riguarda l’economia di tutta la Regione e il lavoro di milioni di piemontesi; in questo senso ci riserviamo di chiedere al Governo di inviare gli ispettori per verificare se il Piemonte si trova nelle condizioni di affrontare la Fase 2 e può farlo in sicurezza".

comunicato stampa

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