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Cronaca | 05 maggio 2020, 07:00

Coronavirus, la fase 2 si dimentica dei parrucchieri: “Noi, lasciati senza indicazioni per la riapertura”

Il loro ritorno alla normalità è fissato per giugno ma in assenza di un protocollo, come riapriranno i parrucchieri torinesi? Lo abbiamo chiesto a loro: "Lo faremo in sicurezza per noi e per i clienti"

Coronavirus, la fase 2 si dimentica dei parrucchieri: “Noi, lasciati senza indicazioni per la riapertura”

Le serrande sono abbassate da un mese e mezzo ormai e per un altro mese ancora rimarranno tristemente così. Chiuse. Nessun taglio di capelli, nessuna piega o trattamento: i parrucchieri sono una delle categorie più colpite dalla crisi economica generata dal Coronavirus, dal momento che saranno tra gli ultimi esercizi commerciali a poter riaprire. 

Quando il premier Conte ha annunciato la riapertura solo a partire dal 1° giugno, a qualcuno di loro è crollato il mondo addosso. Altri invece si sono messi subito al lavoro per capire in che modo riaprire, garantendo la sicurezza dei dipendenti e dei clienti. Ed è quest’ultimo punto quello che fa più scalpore: perché Governo, Regione e Comuni non hanno dato alcuna indicazione a chi gestisce un negozio di parrucchiere o un salone di bellezza. Nulla. A distanza di un mese dalla tanto attesa riapertura, ai commercianti non è stato presentato alcun protocollo sanitario da seguire e rispettare.

Come riapriranno i parrucchieri e come garantiranno la sicurezza dei loro clienti? Lo abbiamo direttamente a loro, intervistando i titolari di Dandy’s Club Barbershop (corso Peschiera 287) e GD - Maison De Beautè (via Montemagno 39).

- Eravate convinti di riaprire prima, come avete preso la notizia di una riapertura solo a giugno?

Dandy’s Club: "Male, la notizia della riapertura al giugno ci ha spiazzato, noi eravamo convinti di aprire per metà maggio come altre attività. Il 18. E’ stata una doccia gelata dopo un periodo già difficile".

Maison de Beautè: "Personalmente no, sapevo già che sarebbe stata una cosa lunga: i dati in Piemonte e nella provincia di Torino, con il continuo aumento dei casi, mi ha sempre fatto pensare a una riapertura a giugno".

- Ormai siete chiusi da un mese e mezzo e per un altro mese le serrande rimarranno abbassate. Tutto questo è sostenibile?

Dandy’s Club: "Ci sono situazioni differenti, ma è chiaro che quasi tre mesi di chiusura non siano sostenibili per tutti. Purtroppo ci saranno attività che non riapriranno più, è un rischio concreto. Prevediamo che nel nostro settore aumenti la disoccupazione e soprattutto un fenomeno pericoloso: quello dell’abusivismo".

Maison de Beautè: "Da figlio di commercianti, ho sempre messo da parte del capitale per le emergenze. La maggior parte dei commercianti piangono miseria, ma il discorso è semplice: abbiamo messo da parte qualcosa? Dovremmo tutti avere un fondo minimo per qualsiasi evenienza o imprevisto. Noi siamo in tre, io e due collaboratori".

- Appuntamenti o misure di sicurezza speciali: quando si riaprirà, come si riaprirà? Avete ricevuto indicazioni?

Dandy’s Club: "Non è ancora stato stilato un protocollo igienico-sanitario specifico per parrucchieri e barbieri. Si fanno molte ipotesi, alcune sono davvero assurde. Al momento non c’è nulla di definito, speriamo che il protocollo arrivi n fretta, in modo tale da agire in tempo per la riapertura. Dovendo stare chiusi ancora un mese, il tempo c’è ma non dobbiamo perderne più".

Maison de Beautè: "Zero indicazioni, dobbiamo un po’ arrangiarci. Tanti rappresentanti provano a venere kit, ma senza alcun valore reale dal momento che nessuno sa nulla. Quel che è certo è che noi lavoreremo su appuntamento, una modalità che avevamo adottato già in precedenza. Siamo in attesa di indicazioni. Intanto, per quello che potevamo fare, abbiamo comprato mascherine, igienizzanti e visiere di plastica. Gli spazi li abbiamo divisi tra noi, ma essendo il salone ampio, non abbiamo avuto particolari problemi in tal senso".

- La cura della persona, il taglio dei capelli e i trattamenti, sono possibili rispettando le misure di sicurezza?

Dandy's Club: "Anche noi aspettiamo un protocollo definitivo, ma su questo siamo abbastanza tranquilli: già da anni ci siamo dotati di strumenti di sterilizzazione. E’ chiaro che in questa fase ci stiamo attrezzando per intensificare il tutto, ci stiamo già muovendo per mascherine, guanti, visiere. Oltretutto abbiamo effettuato una sanificazione ad ozono e  attendiamo fiduciosi la data di riapertura".

Maison de Beautè: "No, purtroppo non possiamo tenere il distanziamento sociale tanto sbandierato. Quando tagli i capelli non puoi stare lontano, quando fai la piega idem. Ora come ora non posso dare torto a chi ci dice non possiamo aprire. Noi dobbiamo pensare al cliente come se fosse Covid positivo e chiederci: “Come faccio a tutelarmi e a tutelare lui”? Le azioni che mettiamo in pratica in conseguenza a questa domanda sono la miglior risposta in termini di sicurezza".

- Dare la possibilità di aprire solo a chi sarà in grado di garantire le condizioni di sicurezza. Pensate sia più giusto, rispetto che punire un’intera categoria senza distinzione alcuna?

Dandy's Club: "Sicuramente si: come ci dimostrano altre attività in Europa, è possibile aprire in sicurezza con tutti i dispositivi necessari. E’ meglio un negozio aperto ma in sicurezza che mille abusivi, senza alcun controllo".

Maison de Beautè: "Sono d’accordo, se un salone è in grado di tutelare dipendenti e clienti è giusto che possa stare aperto. Attualmente inoltre c’è un problema grande: ci sono tanti abusivi che stanno lavorando e questo è un pericolo per tutti. Ci tengo a concludere con una riflessione: i prezzi non dovranno aumentare. Meglio un euro in meno che un euro in più sul listino, soprattutto in un momento così".

Intanto, nella giornata di sabato, il presidente della Regione Alberto  Cirio ha annunciato che i parrucchieri rientrano nelle categorie a cui spetterà il “Bonus Piemonte”: si tratta di un contributo a fondo perduto di 2.500 euro. Una cifra che non basta a contenere i malumori di una categoria che conta 8.841 esercizi commerciali in tutta la regione ma che rappresenta una piccola boccata d’ossigeno per superare questo periodo di difficoltà.

Andrea Parisotto

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