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Cronaca | 22 maggio 2020, 07:13

Cocaina a pochi passi dalla Maratona, nonostante il lockdown: in manette due giovani pusher [VIDEO]

I carabinieri hanno arrestato gli spacciatori che erano soliti "cucinare" coca e crack in un laboratorio a Barriera di Milano per poi spacciarla vicino allo stadio Grande Torino

Cocaina a pochi passi dalla Maratona, nonostante il lockdown: in manette due giovani pusher [VIDEO]

In pieno lockdown, vicino a uno Stadio vuoto e una città deserta: lo scenario di una pandemia senza precedenti non ha però fermato l'attività di due giovani senegalesi che in barba a ogni regola continuavano a spacciare e a nascondere le dosi sotto i contenitori della raccolta degli abiti usati.

I carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Torino Mirafiori hanno arrestato i due pusher che si è scoperto tramite le indagini essere attivi in tutto il quartiere Santa Rita, ma in particolare nei dintorni dello Stadio Olimpico “Grande Torino”, a pochi passi da piazza d'Armi.



A far scattare l'operazione sono state le tante segnalazioni dei residenti che abitano vicino all'ex stadio Olimpico: tutti avevano visto i due ragazzi, di cui uno minorenne, alternarsi in turni predefiniti che coprivano la piazza di spaccio dalle prime ore del pomeriggio fino alla tarda notte.

La coppia aveva avviato una fiorente attività di spaccio di cocaina e crack. I clienti arrivavano su appuntamento (prenotandosi al cellulare) e i confini del territorio di spaccio andavano da corso Agnelli e corso Unione Sovietica. I carabinieri hanno individuato i nascondigli – realizzati in luoghi di fortuna tra le inferriate della cantina di un palazzo o nella cassetta di una cabina elettrica – dove i giovani nascondevano la droga, già in dosi e inserita all’interno di un calzino, per eludere i controlli delle Forze di Polizia. Sequestrate 130 dosi di cocaina e crack.


La loro base logistica era in un appartamento di Via Villar 19 a Torino, nel quartiere di Barriera Milano, trasformato in un vero e proprio laboratorio per la preparazione e il confezionamento dello stupefacente. I carabinieri avevano sequestrato 370 grammi di cocaina (otre 1900 dosi), sostanza da taglio e pentole per cucinare il crack.

redazione

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