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Estate 2020 ad Abano Terme: intervista al sindaco Federico Barbierato

Salute e natura, cultura ed enogastronomia: sono questi i pilastri della proposta a "Km 0" del Comune di Abano Terme per l'estate 2020. Che tipo di vacanza verrà offerta? Come verranno accolti i turisti? Ne parliamo con il sindaco, Federico Barbierato

Pubblicato da Torino Oggi su Martedì 5 maggio 2020

Cronaca | 29 maggio 2020, 07:00

Torino ora vive all’aperto: boom di dehors in centro, ma i clienti di giorno sono pochissimi [VIDEO e FOTO]

Lo sforzo del Comune e dei commercianti di ricavare spazi all’aria aperta paga solo nel weekend e in orario aperitivo: “Mancano gli studenti e i turisti, di giorno non c’è nessuno”

Torino ora vive all’aperto: boom di dehors in centro, ma i clienti di giorno sono pochissimi [VIDEO e FOTO]

Ristoranti e bar, caffetterie e gelaterie. C’è una Torino che prova a ripartire dai dehors, dall’espansione del proprio negozio all’aria aperta, per poter ospitare più clienti possibili nonostante le rigide norme anti Coronavirus. Da circa una settimana, i commercianti hanno la possibilità di ampliare il proprio dehors o realizzarne uno esterno fino a un massimo di 60 mq. Il risultato? Ovunque, ma soprattutto in centro, sono spuntati nuovi tavolini, gazebo e ombrelloni.

Questa, almeno all’alba della fase 2, dovrebbe essere la ricetta per far ripartire il commercio, con attività il più possibile all’aria aperta, piuttosto che in piccoli locali “chiusi”. Se è vero che il Comune è venuto incontro agli esercenti, permettendo loro di realizzare l’intervento mandando una semplice Pec, è altrettanto vero che la sburocratizzazione, per quanto necessaria, al momento non sembra dare i frutti sperati. Salvo le eccezioni del fine settimana e dell’orario da aperitivo, infatti, i dehors sono quasi tutti deserti. Centinaia e centinaia di tavolini vuoti sotto i portici, nelle piazze auliche.

Passeggiando per il centro non è strano imbattersi in un cameriere che prova a invitarti a consumare qualcosa, sedendosi in assoluta sicurezza nel dehor. Ed è proprio questo aspetto, il più importante: i commercianti hanno fatto ogni tipo di sforzo per re-inventarsi, garantendo allo stesso tempo la sicurezza del personale e dei clienti. Tra igienizzanti, distanze e qualche plexiglas qua e là, si prova in ogni modo a rendere comunque confortevole l’esperienza di un caffè con vista Mole o un pranzo ammirando la Gran Madre.

Al momento, però, prevale un po’ di scetticismo. Va detto, come sottolineato da molti commercianti, che a incidere sopratutto è il cambiamento dei ritmi in centro: senza studenti, con la maggior parte degli uffici vuoti e con i lavoratori in smartworking, la pausa pranzo è spesso un momento scarico. Diverso è nel fine settimana, quando i locali si riempiono. Lo stesso capita nel momento dell’aperitivo, vissuto come un rito al termine di una giornata lavorativa.

Come dehor avevamo spazi ridotti, ma ci siamo allargati.  La preoccupazione è avere dei clienti, per gli spazi non abbiamo avuto alcun tipo di problema” spiegano dal Carpe Diem, in via Po. “Siamo bloccati dall’assenza di studenti e turisti, bisogna procedere piano piano. Ma a noi sta mancando quello” ribadiscono.

La sensazione è che per tenere duro e superare la crisi serva incrementare il numero di clienti. Il rischio, altrimenti, è che dopo una prima fase d’entusiasmo dovuta alla ripartenza, il bilancio costi/ricavi si faccia prepotentemente sentire, incidendo sul futuro di tantissimi locali del centro. Locali che sperano di ospitate i clienti nei loro nuovi dehors tirati a lucido: in fondo aspettano solo di essere vissuti, per piccoli momenti di normalità all’aria aperta

Andrea Parisotto

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