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Eventi | 06 luglio 2020, 11:04

Davide Ferrario riporta la sua luna su Torino: "Con le arene cinema si torna al passato per guardare al futuro" [INTERVISTA]

Il regista apre stasera la rassegna in Barriera di Milano "Un'estate al cinema", con un programma di proiezioni fino al 12 agosto organizzato da Cineteatro Monterosa e Associazione Museo Nazionale del Cinem

Davide Ferrario riporta la sua luna su Torino: "Con le arene cinema si torna al passato per guardare al futuro" [INTERVISTA]

Inaugura questa sera la rassegna "Un'estate al cinema - Barriera è casa mia“, ospitata all'interno dell'Arena Cineteatro Monterosa, in via Brandizzo 65, e organizzata in collaborazione con l’Associazione Museo Nazionale del Cinema. Questa ottava edizione si svolgerà dal 6 luglio al 12 agosto. Ad aprirla, la proiezione di La luna su Torino (2013), introdotta direttamente dal regista.  

Davide Ferrario, in un periodo di forte difficoltà per il mondo del cinema, le arene all'aperto nei quartieri di Torino rappresentano un'oasi di (quasi) ritorno alla normalità. Da regista conoscitore della città, come valuta l'iniziativa? 

Non è il caso di farsi illusioni: il futuro del cinema come l’abbiamo conosciuto è davvero incerto. L’apertura delle arene estive è però un segnale di ripartenza e di speranza. In un mondo in cui la fruizione dei film è diventata di fatto una faccenda privata, stare insieme davanti a uno schermo ci ricorda cos’è il cinema davvero. E’ insieme un tornare al passato (alle mitiche arene estive di una volta) che cerca indicare una via per il futuro.

Perché la scelta di riproporre La luna su Torino alla prime serata di proiezioni? Assume nuovi messaggi post pandemia?

Non è una scelta mia ma dei programmatori. Direi che rivedere questo film cinque anni dopo la sua uscita può essere interessante per incrociare due prospettive sulla città. Nel film sono presenti due mondi: una specie di Torino magica (nel senso del mistero che sta dietro la normalità quotidiana) e una casa in decadenza dove vivono i protagonisti. Forse La luna su Torino, pur essendo una commedia, anticipava un senso di crisi della città che adesso è molto più evidente. C’è, nella storia, il senso di una parabola che va chiudersi - ma anche la necessità, alla fine, di aprirne una nuova.

Adesso a cosa sta lavorando? Tornerà a raccontare Torino? 

Sto finendo la postproduzione di Just Noise, un film in inglese che ho girato a Malta, con Harvey Keitel e Malcolm McDowell. Racconta la storia dell’insurrezione dei maltesi contro gli inglesi nel 1919. Doveva già essere pronto e uscire in autunno, ma la pandemia ha cambiato tutti i piani e il film, come tutto il cinema mondiale, è in un limbo di incertezza. Ovvio che mi piacerebbe ancora girare a Torino, ma purtroppo il progetto già avviato di trarre un film da Le colpe dei padri, il romanzo di Alessandro Perissinotto, si è fermato definitivamente.

Manuela Marascio

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