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Cronaca | 09 luglio 2020, 08:46

Vendevano ricambi d'auto di grandi marchi in tutto il mondo, ma erano falsi: scoperta truffa milionaria

Due le aziende coinvolte (denunciati i due titolari): una a Torino e una a Carmagnola. Sequestrata la stamperia che produceva i pezzi. Sequestrati oltre 40mila esemplari

Vendevano ricambi d'auto di grandi marchi in tutto il mondo, ma erano falsi: scoperta truffa milionaria

Producevano decine di migliaia di pezzi per ricambi d'auto e li vendevano in tutto il mondo. Un'avviata attività industriale in un settore spesso definito in difficoltà, peccato che fosse tutto falso e illegale. Una gigantesca truffa con giro d'affari milionario e che vede due aziende coinvolte. È quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Torino al termine di un’operazione che ha portato alla denuncia di due imprenditori del settore dell’automotive ed al sequestro di oltre 40.000 pezzi di ricambio per auto contraffatti, tutti riportanti marchi delle più prestigiose case automobilistiche.    

I Finanzieri della Compagnia di Susa, che hanno condotto l’intervento coordinati dalla Procura della Repubblica Torinese, hanno individuato le due fabbriche del falso a Torino, nei pressi di Corso Francia e a Carmagnola. Era proprio presso la seconda, che si trova in una zona isolata in aperta campagna senza nessuna indicazione che ne indicasse la presenza, che i Finanzieri hanno scoperto un vero e proprio laboratorio del falso.

All’interno del capannone, infatti, lavoravano senza sosta apparecchiature digitali all’avanguardia che realizzavano ogni giorno migliaia di ricambi per auto e accessori riportanti i loghi di note case automobilistiche (anche storiche) ovviamente ignare di tutto e parti lese nella vicenda. Fiat, Alfa Romeo, Lancia e Porsche, tra i marchi, ma non solo.

I clienti erano sparsi in tutto il pianeta: i pezzi falsi venivano venduti non solo in Italia, ma anche in Belgio, Germania, Olanda e oltre oceano, Cile e Stati Uniti in primis. Nel corso dell’operazione sono stati oltre 40.000 i ricambi contraffatti sequestrati dai Finanzieri, tutti pronti per essere spediti ad ignari acquirenti, convinti, nel corso degli anni, di ricevere pezzi originali come da ordine.

I due imprenditori, entrambi cinquantenni italiani, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Torino per contraffazione e frode in commercio.

redazione

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