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Economia e lavoro | 10 luglio 2020, 12:20

"Un nuovo piano regolatore per una Torino con elevata qualità della vita, legata a un utilizzo giovane"

Al via la discussione in Commissione del progetto, tra le polemiche della minoranza che ha chiesto più tempo per le osservazioni e consultazioni con gli stakeholders

"Un nuovo piano regolatore per una Torino con elevata qualità della vita, legata a un utilizzo giovane"

Si apre tra le polemiche della minoranza la lunga maratona in Commissione, che porterà all’approvazione in Consiglio Comunale della proposta tecnica del progetto preliminare di revisione del Piano Regolatore Generale di Torino. L’opposizione ha infatti chiesto più tempo per presentare eventuali osservazioni e consultazioni con i vari stakeholders come associazioni di categoria, ordini e collegi,..., mentre la giunta Appendino punta ad accelerare il processo per arrivare alla discussione in Sala Rossa nel più breve tempo possibile.

Un lavoro, come ha voluto ricordare l’assessore Antonino Iaria in apertura di discussione, frutto del lavoro dei tecnici comunali “che in questi mesi hanno raccolto materiale da enti vari, come Città Metropolitana e Politecnico, per poi fare sintesi” ed iniziato dal suo predecessore Guido Montanari.

Capisaldi del nuovo Pgr, come ha già annunciato, una Torino “con elevata qualità della vita", "molto legata a un utilizzo 'giovane'" e attenta alle tematiche ambientali. Fra le novità principali, per una semplificazione burocratica, la riduzione da 23 a 13 delle aree normative, da 11 a 5 di quelle residenziali e residenziali miste.

La revisione della giunta Appendino prevede 966 mila torinesi, con una crescita di “temporanei” fino a 134mila. “Abbiamo poi una stima -ha chiarito Iaria - di 300 mila city user, cioè persone che entrano in città e la usano: questo dimostra come dobbiamo lavorare su una serie di servizi, pensando ad una nuova visione. Una percentuale molto alta di queste due categoria non si muove con l’auto privata: questo deve portare ad un ripensamento della mobilità”.

Obiettivo del progetto "fermare in consumo di suolo e invertire la tendenza alla progressiva artificializzazione: una scelta strategica, in questo ambito, è il riuso e la rigenerazione urbana delle aree dismesse". Viene inoltre introdotto il tema della previsione degli usi temporanei per "arginare i fenomeni di abbandono e sperimentare nuove funzioni per gli spazi della città", tenendo conto delle nuove attività economiche emergenti, dall'e-commerce alle attività per gli animali da affezione, dal co-working all'agricoltura senza suolo.

Il progetto preliminare recepisce tali criteri, prevedendo una divisione del territorio comunale in Aree a consumo di suolo zero, Aree con compensazione obbligatoria e Aree a saldo positivo: in quest’ultimo gli interventi devono portare ad un miglioramento rispetto alla condizione originaria.

Cinzia Gatti

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