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Cronaca | 08 agosto 2020, 11:43

Minacciava di rivelare la posizione di irregolare della moglie per impedirle di denunciare i suoi maltrattamenti: arrestato

Le violenze andavano avanti da anni in un appartamento di San Donato. Il fermo avvenuto dopo l'ennesimo episodio grazie alla segnalazione di un vicino di casa

Minacciava di rivelare la posizione di irregolare della moglie per impedirle di denunciare i suoi maltrattamenti: arrestato

La scorsa settimana gli agenti della Squadra Volante sono intervenuti in uno stabile in zona San Donato, allertati dalla segnalazione di un cittadino che ha raccontato di una violenta lite tra un uomo e una donna. Giunti sul posto, i poliziotti hanno bussato all'appartamento dal quale hanno sentito provenire delle forti urla. Un uomo a torso nudo, con le mani e i pantaloni sporchi di sangue, ha aperto loro la porta. Si trattava di un cittadino romeno di 35 anni che in evidente stato di alterazione psico-fisica, ha negato subito qualsiasi tipo di litigio con la propria compagna. La moglie, in lacrime e spaventata, ha confermato la versione del marito. Separati i coniugi per ascoltare le diverse versioni, gli agenti hanno effettuato dapprima un sopralluogo all'interno dell'abitazione, trovando a terra i vetri rotti di una finestra.

Presso gli uffici di polizia, la donna ha raccontato anni di violenze subite, episodi in cui il romeno l'ha aggredita, afferrandola per i capelli, l'ha trascinata per alcuni metri dopo averla scaraventata al suolo. In quell’occasione la vittima aveva subito delle profonde lesioni alla testa per cui era stato necessario un ricovero ospedaliero. Una volta dimessa era stata contattata da un ufficiale delle forze dell’ordine che le aveva domandato se fosse intenzionata a procedere contro l’uomo. Il marito, dopo aver ascoltato quella telefonata, le aveva requisito il telefono per alcuni giorni. Spaventata dalle minacce dell’uomo, la compagna aveva desistito dal compiere qualsiasi gesto. La vittima ha raccontato di come il trentacinquenne l’avesse sempre tenuta in costante stato di sudditanza psicologica e economica, impedendole di emanciparsi dalla condizione di dipendenza in cui l’aveva ridotta. Ogni volta che la donna trovava un lavoro, il marito chiamava il suo datore per comunicargli l’impossibilità di proseguire per la necessità di attendere alle incombenze domestiche.

Domenica sera l’ultima aggressione: i due coniugi stavano rientrando presso la loro abitazione quando lo straniero, ubriaco e in preda ad un raptus di gelosia, ha avuto una reazione aggressiva nei confronti della donna che gli aveva detto di non voler tornare a casa con lui. L’uomo aveva inizialmente finto di andarsene, ma poi era tornato, afferrandola per la maglia e trascinandola fino ad arrivare davanti la porta di casa. Con loro la figlia piccola che, dopo aver assistito all’aggressione, ha iniziato a piangere e disperarsi. A quel punto la mamma ha approfittato di un momento di distrazione del compagno per entrare in casa con la minore e chiuderlo fuori dalla porta. Il romeno ha allora iniziato dapprima a battere forte sulla porta per poi scendere nel cortile condominiale e urlare a gran voce il nome della figlia per farsi aprire. Le due donne, che nel frattempo si erano rifugiate in camera da letto, hanno sentito poco dopo un forte rumore di vetri rotti: il trentacinquenne, nel tentativo di rientrare, si era arrampicato su un tubo dello stabile e, una volta arrivato sul balcone dell’abitazione, ne aveva infranto la vetrata.

L’arrivo degli agenti della Squadra Volante ha permesso l’arresto dell'uomo per maltrattamenti in famiglia.

redazione

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