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Politica | 13 agosto 2020, 22:04

Alleanze con i partiti, Appendino vota sì: “Il M5S è cambiato, guardiamo oltre ai paletti”

La sindaca non si esprime sul quesito della deroga al doppio mandato, che di fatto la vede coinvolta in prima persona: “Mi sono astenuta e non aggiungo commenti”

Alleanze con i partiti, Appendino vota sì: “Il M5S è cambiato, guardiamo oltre ai paletti”

Chiara Appendino vota “sì” alla possibilità di allearsi con i partiti tradizionali in vista delle elezioni amministrative. A sciogliere i nodi circa la doppia votazione in corso in queste ore sulla piattaforma Rousseau è la stessa sindaca, tramite un post Facebook rivolto in particolar modo agli attivisti e appartenenti del Movimento 5 Stelle.

Se sul quesito che la vede indirettamente coinvolta, quello della deroga al doppio mandato, Appendino preferisce glissare con un criptico “mi sono astenuta dal voto e non aggiungerò commenti”, diversa è la netta presa di posizione che la prima cittadina di Torino assume nei confronti del secondo quesito, quello delle alleanze con i partiti tradizionali, oltre che con le liste civiche. “Su Rousseau, al secondo quesito ho votato sì” ammette la sindaca.

Una rivelazione che arriva al termine di un lungo ragionamento sul percorso effettuato in questi anni dal Movimento 5 Stelle. Appendino analizza il passato, il presente e il futuro, quasi parlando come un capo politico. Magari rivestendo, quantomeno come guida, proprio quel ruolo in cui molti la vedrebbero bene: leader del Movimento 5 Stelle, a Roma.

“Migliaia e migliaia di attivisti in tutta Italia con i loro sforzi, in qualsiasi modo, hanno permesso di realizzare quello che praticamente tutti ritenevano impossibile. Per i più eravamo il partito dello zerovirgola. Siamo diventati in pochi anni prima forza politica del Paese. Entrando nei consigli circoscrizionali, comunali, regionali, in Parlamento e, infine, al Governo” ricorda a tutti la sindaca.

È stato possibile perché abbiamo dimostrato, nei fatti, che si può fare politica in modo diverso. Che si può fare Politica mettendo le idee e le persone al centro della propria azione. Lavorando nell’esclusivo interesse dei cittadini, dei territori e dell’intero Paese” prosegue poi Appendino.

Nel suo ragionamento, Appendino analizza anche la sua esperienza, vissuta in prima persona sulla poltrona di prima cittadina di Torino, in un percorso che ha visto mutare il Movimento 5 Stelle: “Credetemi, in questi anni da Sindaca di quella che per me è la più bella città del mondo, ho imparato tanto. E forse ciò che ho imparato di più è che le idee, per funzionare, devono andare oltre qualsiasi pregiudizio. Non ho alcun timore a dire che mi sono dovuta ricredere su molte persone. Nel bene e nel male.
E non ho alcun timore a dire che se ciò non fosse accaduto probabilmente molti risultati non li avremmo portati a casa. Semplicemente, sono e siamo cresciuti. E se qualcuno preferisce dire che siamo cambiati… beh, sì. Siamo cambiati”.

Da qui, forte della esperienza alla guida di Torino, l’apertura agli altri partiti: “Quei paletti che ci siamo dati ci sono serviti a non sbagliare strada quando ancora non sapevamo guidare. Ora siamo cresciuti e, mi sento di dire, è arrivato il momento di guardare oltre quei paletti. Non è una questione di sigle, né di nomi. È una questione di fiducia in noi stessi. È una questione di fiducia nei territori”. “Votare “sì” al secondo quesito vuol dire dare un’opportunità in più ai territori che oggi non esiste. Ma vuol dire anche far crescere dando più responsabilità. Proprio perché la possibilità di scelta è in sé una responsabilità. Ogni territorio deciderà cosa fare, nell’esclusivo interesse della sua comunità. La fiducia è il dono più bello che si possa fare. Ed è ora di guardare oltre quei paletti” conclude Appendino. Una pulce gettata nell’orecchio della politica torinese, ma non solo. 

Andrea Parisotto

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