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Attualità | 15 settembre 2020, 11:58

Borgo Dora, sulla pedonalizzazione sperimentale è scontro

Il progetto, inaugurato poco più di un mese fa con il benestare di Comune, Circoscrizione 7 e alcune associazioni, sta facendo discutere: lanciate una raccolta firme e una petizione

Borgo Dora, sulla pedonalizzazione sperimentale è scontro

A poco più di un mese dalla pedonalizzazione sperimentale e quasi totale di Borgo Dora, tra gli antichi vicoli del mercato delle pulci più famoso e chiacchierato della città è scoppiata una disputa tra chi è favorevole, chi è contrario e chi vorrebbe aprire un dibattito in merito. Così, mentre sui social network si stanno scatenando le ragioni del sì e del no, corredate da cronistorie e video di ambulanze e vigili del fuoco bloccati da fioriere e rastrelliere per biciclette, sono partite una raccolta firme e una petizione per chiedere che il no alle auto venga quanto meno rivisto.

La raccolta firme, giunta a sfiorare quota 200 e presentata alla Circoscrizione 7, ha l'obiettivo di chiedere un'apposita Commissione alla presenza dell'assessora ai trasporti della Città Maria Lapietra: “Non siamo contrari a prescindere – tiene a ribadire Ivano Moschini, residente e commerciante - ma per un confronto aperto, senza trovarci la strada chiusa improvvisamente con un volantino lasciato sulle scale: aderire a un'iniziativa non significa lasciare carta bianca”. Dubbi sono stati espressi anche sull'esborso economico dell'operazione: “In una mail di inizio giugno - prosegue – ci fu comunicato che l'intervento sarebbe stato coperto da 100mila euro ottenuti da un bando più 25mila di crowdfunding”.

La seconda iniziativa, una petizione capace di raccogliere oltre 400 adesioni, mira ad ottenere un'audizione dal Consiglio Comunale: “Un'area pedonale di questa grandezza - dichiara la promotrice Daniela Rodia – sta mettendo in difficoltà i residenti del quartiere, costretti a parcheggiare ad almeno 800 metri di distanza, oltretutto in zone poco illuminate e non completamente sicure. Anche i negozi di zona, e i commercianti di Porta Palazzo, stanno soffrendo per la scarsa accessibilità e la scarsa presenza di posti auto, per questo chiediamo la cancellazione del progetto e l'eventuale raccolta di proposte per il futuro”.

A respingere al mittente le istanze dei firmatari sono i promotori della pedonalizzazione: “Sono stati interpellati – dichiara il presidente della Circoscrizione 7 Luca Deri – associazioni ed enti privati della zona, mentre noi abbiamo convocato una video-commissione ad inizio luglio. Il progetto terminerà a fine 2020, dopodiché fermo una valutazione considerando che tutte le grandi città europee stanno rilanciando i propri borghi storici attraverso politiche di pedonalizzazione in grado di valorizzare il tessuto abitativo e commerciale. L'intervento, inoltre, non è costato nulla in quanto il materiale era nei magazzini comunali”.

Sulla stessa lunghezza d'onda è anche l'ideatore Andrea Imeroni dell'associazione La Città Camminabile: “Da aprile 2019 – sottolinea – abbiamo organizzato riunioni e incontri, anche pubblici e in videoconferenza, con assessori, funzionari e tecnici del Comune, condividendo documenti ispirati al progetto iniziale sottoscritto da oltre 60 commercianti e cittadini, deliberato insieme ad altre nove aree pedonali e approvato all'unanimità dal Consiglio della Circoscrizione 7. I 100mila euro sono invece una falsità gratuita perché purtroppo, pur avendo partecipato, non abbiamo vinto il bando”.

L'unica criticità riscontrata è rappresentata dalla volontà di Palazzo Civico di accelerare sull'inaugurazione, inizialmente prevista per ottobre: “L'area pedonale – aggiunge Imeroni – è stata allestita in due giorni, per questo abbiamo distribuito i volantini: siamo amareggiati che un progetto così importante venga osteggiato da chi difende a tutti i costi il diritto di avere l'auto sotto casa, residenti e commercianti possono comunque accedere all'area per operazioni di carico e scarico”.

Marco Berton

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