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Attualità | 15 ottobre 2020, 20:17

In via Plava tre ore di attesa al freddo per un tampone: ma a Torino Nord arriva il nuovo hotspot [FOTO E VIDEO]

Le lunghe code all'ex mercato coperto - con 500 passaggi al giorno - hanno creano disagi e lamentele tra i residenti. Ma da oggi è attivo il nuovo punto nel Poliambulatorio di via Le Chiuse

In via Plava tre ore di attesa al freddo per un tampone: ma a Torino Nord arriva il nuovo hotspot [FOTO E VIDEO]

Ore di coda a temperature rigide, tra genitori con bambini piccoli, capannelli di studenti e soggetti disabili in difficoltà. Non è di certo roseo il panorama che si offre a chi quotidianamente passa di fianco al nuovo hotspot dell'ex mercato coperto di via Plava angolo via Negarville, inaugurato lo scorso 7 ottobre a seguito della dismissione dell'area commerciale.

L'Asl ha infatti trasferito in questa zona - all'aperto e spaziosa, e quindi ritenuta a priori più idonea - il punto tamponi per le scuole e i rientri in Italia prima collocato all'ospedale Amedeo di Savoia. I testi per alunni e insegnanti possono essere effettuati dal lunedì al sabato dalle 10.30 alle 15, quelli per i viaggiatori rimpatriati, ad accesso diretto, negli stessi giorni, dalle 9 alle 12.

Ma chi ha personalmente frequentato l'hotspot negli ultimi giorni, o ne ha osservato l'attività dall'esterno, ha lamentato disservizi e apparenti lacune organizzative, con conseguente prolungamento delle tempistiche. 

In questo video girato da un residente di via Plava nelle scorse mattine è ben sintetizzata la situazione.

Dalla Circoscrizione 2 non si sono fatte attendere troppo le prime segnalazioni (si parla addirittura di "abitanti in fibrillazione"); e pensare che quella era una zona quasi del tutto desertificata fino a poche settimane fa, essendo spariti gli unici due o tre banchi di ambulanti superstiti. 

"Ho aspettato tre ore al freddo, se non ho il Covid di certo mi verrà la polmonite", accusa scherzosamente (ma non troppo) un'insegnante, recatasi sul posto ben prima dell'orario di apertura dei gazebo, ma comunque già alle prese con una fila di decine di persone. "Una mamma con figlio disabile è stata addirittura redarguita per aver attraversato il lato sbagliato dello sbarramento. Peccato che il passaggio sul marciapiede, con un gradino, non fosse accessibile alla carrozzina". 

E' tra l'altro di pochissimi giorni fa l'ennesima denuncia del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, circa la malagestione degli accessi ai tamponi su tutto il territorio. "Tempi infiniti di attesa, code chilometriche, traffico da gestire, ordine pubblico da mantenere oltre a dotarsi di luoghi e strutture appropriate - reclamava il segretario regionale Francesco Coppolella -. Regione, Comune, protezione civile facciano la loro parte: le aziende, ma in particolare il personale, non devono essere abbandonati. Gli infermieri, da soli, non possono essere lasciati soli in strada, magari senza coperture e strumenti idonei, ma non possono neanche trasformarsi in vigili urbani per la viabilità del traffico e tanto meno in forze dell’ordine per i più agitati, che non mancano mai. Per non parlare poi della lunga procedura burocratica, che potrebbe essere tranquillamente svolta da personale amministrativo".

Tuttavia sembra arrivare una boccata d'ossigeno per l'intero sistema. L'Asl ha infatti comunicato che da oggi è attivo, presso il Poliambulatorio di via Le Chiuse 66, un nuovo hotspot scolastico, aperto dal lunedì al sabato. L'accesso è riservato a studenti, docenti e personale ATA individuati dall’Ufficio di Igiene, che si premurerà di comunicare nei prossimi giorni data e orario dell’appuntamento.

Non si tratta di un servizio ad accesso diretto, ma su prenotazione concordata tra il Servizio d’Igiene stesso e gli istituti scolastici, attraverso il referente Covid della scuola.

"Si tratta di un’ulteriore postazione che permette di alleggerire l’attività di via Plava angolo via Negarville - spiega l'Asl -, che sta registrando circa 500 passaggi al giorno e continuerà comunque a effettuare i tamponi anche a bambini e studenti inviati dai pediatri di libera scelta e/o dal medico di medicina generale".

Manuela Marascio

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