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Attualità | 22 ottobre 2020, 16:30

Educatrici dei nidi in sciopero: "Non può esserci sicurezza per i bambini senza tutela dei lavoratori"

CUB Piemonte: "Chiediamo il ripristino delle sei ore lavorative e la copertura dei posti vacanti"

La protesta delle maestre lo scorso maggio sotto Palazzo Civico

La protesta delle maestre lo scorso maggio sotto Palazzo Civico

Era stata garantita l'assunzione di nuovo organico appositamente per la gestione dell'emergenza Covid, ma la realtà dei fatti sembra ben diversa. E' quanto denunciato dal sindacato CUB Piemonte a oltre un mese dalla riapertura delle scuole, in vista dello sciopero del personale dei nidi indetto domani, venerdì 23 ottobre.

"Molte sezioni da quattro educatori - scrivono in una lettera - vengono lasciate da tre e i posti vacanti, presenti da tempo, non vengono coperti né con assunzioni a tempo indeterminato, come sarebbe auspicabile e doveroso, né con assunzioni a tempo determinato. La motivazione che viene data è l'assenza di supplenti disposti ad accettare l’incarico, quando invece tale carenza è dovuta all'impossibilità di essere ancora utilizzati dal Comune di Torino una volta maturati i 36 mesi di servizio". 

Le normative anti Covid, continuano, "prevedono la presenza di bolle, ovvero piccoli gruppi di bambini ed educatori che non entrano mai in contatto con altri gruppi. Questa soluzione, sperimentata con successo durante la scuola estiva, è stata giudicata non necessaria. Di fatto, dunque, la numerosità delle
sezioni è rimasta quella del pre-Covid", cioè circa 20 bambini.

"Ad aggravare questo quadro - prosegue il CUB - si aggiunge la strategia dell'emergenza, che prevede lo spostamento di un educatore da una bolla a un'altra in caso di eventuali assenze. Dato che tali assenze sono all'ordine del giorno, l'emergenza diventa normalità, rendendo di fatto inutili gli accorgimenti adottati".

"Per sopperire alle gravi carenze e aumentare la compresenza - denuncia infine il sindacato -, il Comune, invece di avviare un programma serio di potenziamento della forza lavoro, ha scelto di allungare l'orario del personale già presente, introducendo una pausa per il ristoro, in assenza però di un luogo idoneo e sicuro in cui usufruirne. Tale pausa inoltre obbliga un'educatrice a lasciare sola la collega con moltissimi bambini, compromettendo di fatto il loro benessere e la loro sicurezza".

La richiesta di educatori ed educatrici è quindi di ripristinare le sei ore lavorative e assicurare la copertura dei posti vacanti.

Redazione

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