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Eventi | 23 ottobre 2020, 08:29

I versi degli animali trasformati in musica: al Borgo Medievale risuona il "soundwatching"

Domenica 25 ottobre il primo appuntamento della rassegna "Musiche in mostra"

I versi degli animali trasformati in musica: al Borgo Medievale risuona il "soundwatching"

A suon di miao, bau, squink inaugura Musiche in Mostra, la 35esima edizione della rassegna di musica contemporanea dedicata quest'anno al “soundwatching” (termine derivato per analogia da “birdwatching”), a significare la capacità di osservare, ascoltare e riconoscere, con inaspettati risvolti musicali, i suoni che ci circondano.

Tra poesia e musica, il soprano Tiziana Scandaletti e il compositore e pianista Riccardo Piacentini (il Duo Alterno) con il flautista Enrico Di Felice hanno selezionato, tra le tante composizioni musicali dedicate agli animali, quelle più ironiche e graffianti, a cominciare dai titoli. In ordine di apparizione: coccodrilli, pulci, gatti, cani, dromedari, capre, cavallette, delfini, gamberi, carpe, serpenti, colombe, cavallucci marini e zanzare.

Il programma ruota intorno alla prima esecuzione assoluta del compositore pugliese Vito Palumbo, intitolata appunto “Les Animaux”, con un preludio di “musiche accoglienti” composte anch'esse in prima assoluta dal compositore alessandrino Victor Andrini con alla regia del suono Carlo Barbagallo. Il pubblico entrerà in sala accompagnato dalle musiche accoglienti di Andrini.

Il brano di Palumbo è invece in posizione centrale del concerto e funziona come un fulcro tra contemporaneità e primo Novecento. Si parte con le divertenti quattro favole romanesche di Alfredo Casella su testi di Trilussa – Er coccodrillo, La carità, Er gatto e er cane – per passare all’evocativa “Danse des grillons” di Eugene Damaré, quindi a “Il Bestiario o il corteggio d’Orfeo” di Francis Poulenc, sei brevi pezzi su poesie licenziose di Guillaume Apollinaire – Il dromedario, La capra del Tibet, La cavalletta, Il delfino, Il gambero, La carpa, Il serpente, La colomba –, per approdare ai satirici “Préludes flasques pour un chien” di quello “strano Socrate della musica”, come lo definì Massimo Mila, che fu il grande Erik Satie. Musica del primo Novecento francese, tutta ispirata a soggetti simbolicamente animaleschi.

Chiave di volta del programma il brano di Palumbo, che fa virare il concerto verso autori italiani più vicini a noi, dal torinese Riccardo Piacentini con recente brano per pianoforte e foto-suoni (“Jazz motetus X [Como un caballito de mar]” dedicato a una poesia giovanile di Federico Garcia Lorca), al raro “Morsicathy” di Cathy Berberian per pianoforte e zanzara in codice Morse, in cui il pianista si confronta con una fastidiosa zanzara, a un lavoro altamente umoristico della compositrice aquilana Roberta Vacca (“Coplas de gatos” dedicato al Duo Alterno) che adotta la “Gatomaquia” di Lope de Vega per un divertissement in cui cantante e pianista si trovano a smiagolare in sincrona musicalità. E a suggello del concerto, per finire, un brano indimenticabile ed eternamente contemporaneo di Gioachino Rossini: il “Duetto buffo di due gatti”. Tutti i brani in programma hanno carattere gestuale e intenti umoristici (dote non così frequente nel repertorio contemporaneo).

Comunicato stampa

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