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Cronaca | 24 ottobre 2020, 12:35

Armeni in piazza Castello a Torino: "Stop alle violenze in Artsakh" [FOTO]

Oltre un centinaio di persone ha manifestato pacificamente, chiedendo il riconoscimento della Repubblica dell'Artsakh, territorio del Caucaso meridionale preso di mira da Azerbaigian e Turchia

Armeni in piazza Castello a Torino: "Stop alle violenze in Artsakh" [FOTO]

"I miei nonni sono scappati dalla Turchia per il genocidio, ma tutto questo si sta ripetendo centocinque anni dopo". Stefano Serapian è il vicepresidente della Casa Armena di Milano e stamattina, insieme a un centinaio di armeni, ha manifestato pacificamente in piazza Castello, a Torino, per chiedere il riconoscimento della Repubblica dell'Artsakh, territorio del Caucaso meridionale che nel 1992 si é autoproclamato indipendente, oggetto di un'offensiva turco-azera.

Il 27 settembre scorso, infatti, l'Azerbaigian, che non ha mai accettato l'indipendenza della piccola repubblica, ha sferrato un attacco armato in Artsakh. "Ci sono degli armeni che vivono in questo territorio - aggiunge Serapian - che a tavolino é stato assegnato in epoca sovietica all'Azerbaigian che, nonostante la dichiarazione d'indipendenza, non ha mai rinunciato a riprenderselo con la forza. Nel pieno della pandemia da Covid-19, Azerbaigian e Turchia hanno messo insieme le loro forze per invadere l'Artsakh. Purtroppo parliamo di una zona del mondo che continua a essere ignorata, per questo siamo in piazza, per dire alla gente che sta succedendo". 

"Questa mattina - ha dichiarato il capogruppo dei moderati in Comune e in Regione Silvio Magliano - ho voluto essere presente anche io alla manifestazione. Il mio atto in consiglio regionale che richiede il riconoscimento dell'Artsakh è stato inserito nell'ordine del giorno della seduta di martedì 27 ottobre. Non è stato liberato per la discussione in Sala Rossa, invece, l'analogo ordine del giorno da me presentato in consiglio comunale, a causa della richiesta dei Cinque Stelle di effettuare chissà quali necessari approfondimenti, che altro non sono che un pretesto per evitare di discutere già lunedì in aula la mia proposta. In questo caso, l'equidistanza non è una posizione politica, ma un modo di non opporsi all'attacco contro la popolazione armena. Oggi la posizione di chi si volta dall'altra parte di fronte alla realtà e all'aggressione non è più accettabile".

Marco Panzarella

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