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Cronaca | 05 dicembre 2020, 15:11

Con Attilio Revelli Torre Pellice perde un altro dei suoi pittori

Il suo impegno e la sua gentilezza hanno conquistato concittadini e turisti

Con Attilio Revelli Torre Pellice perde un altro dei suoi pittori

Una calma d’altri tempi, una gentilezza fuori dal comune. Così Attilio Revelli appariva incontrandolo in paese, per le strade di una Torre Pellice di cui non era originario ma che amava, tanto da contribuire ad animare la sua vita culturale e artistica. Un altro degli appassionati d’arte del paese che è scomparso ieri – venerdì 5 dicembre –  all’età di 85 anni e a pochi giorni dal pittore Guy Rivoir, entrambi colpiti dal Covid.

“Attilio dipingeva e tra i due c’era una simpatica rivalità – racconta Irene Miceli, vicepresidente della Pro loco di Torre Pellice –, quando si incontravano tendevano a prendersi in giro in modo scherzoso”. Miceli ha conosciuto Revelli nel 2009 quando è entrata in Pro loco e lui era già uno dei membri stabili dell’associazione: “Non è mai stato con le mani in mano: si è occupato ancora fino al 2019 di Isola d’arte, l’esposizione d’arte per le vie del centro pedonale di Torre Pellice”.

Revelli era un pittore autodidatta e aveva lavorato alla storica tipografia Ilte di Torino, città in cui aveva vissuto assieme alla moglie Ivette Arnoulet scomparsa tre anni fa: “Attilio era cresciuto nel Canavese ma dopo la pensione lui e mia zia si erano spostati a Torre Pellice dove lei aveva tutti i parenti” racconta la nipote, Nadia Arnoulet. Memorabili per i torresi le scenografie create da Revelli: “Dipingere era la sua passione e si era occupato delle scenografie per gli spettacoli del Teatro del Forte e del palco di piazza Muston, quando si ballava”.

Ogni anno, nel periodo natalizio, si riempiva dei suoi quadri l’atrio del palazzo comunale.

Ma l’impegno di Revelli era radicato nel tempo e trasversale a tante associazioni ed enti torresi: “Ha sempre collaborato moltissimo con l’Unitre – racconta Dada Molino, presidente dell’associazione –, ma non solo: si è impegnato molto nel circolo Muris, ha collaborato con la biblioteca e per anni la domenica faceva il volontario nella Galleria civica d’arte contemporanea Filippo Scroppo”. Un punto di riferimento quindi per la vita culturale del paese: “Attilio era ormai un personaggio per Torre Pellice” conferma Molino.

Negli ultimi anni, tra le abitudini di Revelli, c’era passare per un saluto all’ufficio turistico di via Repubblica, che Irene Miceli ha gestito per diverso tempo: “Era di una dolcezza e gentilezza speciale, accompagnate da una profonda cultura”. Sua una ricerca accurata sui monumenti di Torre Pellice di cui aveva ricostruito le storie: “Davanti a quel lavoro, anche noi che siamo nati qui, avevamo scoperto monumenti di cui non sapevamo l’esistenza” rivela Arnoulet. La sua disponibilità era tale che spesso conquistava anche i turisti giunti in paese: “Oltre a conoscere bene la storia del territorio, era ricco di aneddoti sul paese che sapeva raccontare in modo coinvolgente” spiega Miceli. L’empatia è ciò che gli permetteva di conoscere tutti mantenendo però un’elegante discrezione: “Gli piaceva chiacchierare con le persone per strada del paese e aveva spesso pronta una barzelletta. Spesso attaccava discorso anche con sconosciuti, ma la sua empatia era però tale che non li faceva mai sentire a disagio” conclude Arnoulet.

Elisa Rollino

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