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Attualità | 20 dicembre 2020, 21:29

Brandizzo, il barista "rivoluzionario" chiude i battenti: "Sono stufo di dover pagare per lavorare..."

Durante lo scorso lockdown Gianluca Perrone aveva tenuto aperto il suo locale per protesta

Il barista rivoluzionario di Brandizzo Gianluca Perrone ha deciso di chiudere il suo locale

Il barista di Brandizzo Gianluca Perrone

Durante il secondo lockdown è stato uno di quelli che aveva deciso di combattere. Di alzare le serrande del suo locale per lanciare un segnale. Per fare capire a chi le leggi le fa che che se al mattino non ti alzi e non ti "sporchi le mani" alla fine del mese non mangi.

Eppure, nonostante le grandi manifestazioni di solidarietà da parte dei suoi clienti, il prossimo 31 dicembre, Gianluca Perrone, 35 anni, residente a Montanaro, chiuderà per sempre i battenti del suo bar, situato in via Torino 132, a Brandizzo. Lo fa dopo quasi otto anni.

"Come avevo dichiarato e mi ero promesso, per salvaguardare la mia dignità di lavoratore autonomo - annuncia il barista -, la scorsa serrata per lockdown è stata per me e per la mia attività l'ultima". 

"I sacrifici, la disobbedienza in maniera del tutto rispettosa verso clienti,  cittadini, autorità e forze dell'ordine fatti finora sono stati inutili  - continua -. Cedo dinnanzi ad un Governo incapace di tutelare il proprio paese, di salvaguardare i propri commercianti costretti a spendere i sacrifici di una vita o nei peggiori casi ad indebitarsi, non per far crescere la propria attività, ma per poter lavorare. Sono stufo di dover pagare per lavorare...".

Durante la sua protesta, Perrone consentiva ai clienti di entrare nel suo locale, ma sempre nel rispetto delle norme anti contagio. Utilizzava materiale monouso e offriva anche il servizio di take away e asporto.  

"Mi è stato insegnato fin dai tempi delle scuole medie che le cose bisogna guadagnarsele, partendo dallo studio,  arrivando ad una realizzazione lavorativa. In poche parole,  per vivere bisogna lavorare, darsi da fare - sostiene -. Ad oggi, causa pandemia,  non ci è più consentito. Da che si portava a casa lo stipendio per vivere, crescere una famiglia,  oggi, bisogna pagare per lavorare e non lo trovo logico".

Poi le motivazioni che lo hanno portato a chiudere, "a dover rinunciare alla mia passione,  quella di servirvi in tazza un buon caffè". 

"Questa scelta da me presa è dettata dal fatto che purtroppo non ho più nemmeno la possibilità di ordinare la merce a breve scadenza, definita merce fresca, in quanto in base a come si alzano la mattina i nostri Ministri possono decidere se il nostro paese, o regione, o comune che sia, si trova in fascia gialla, arancione o rossa".

Conclude con un saluto ai brandizzesi: "Un ringraziamento vero va a Brandizzo,  ai brandizzesi che da quasi 8 anni mi hanno adottato a far parte della loro splendida comunità".

Antonia Gorgoglione

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