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Cronaca | 14 gennaio 2021, 13:25

Mail bombing e 'blitz' di Prendocasa ai servizi sociali: “Il blocco degli sfratti a Torino deve essere per tutti”

Attivisti hanno 'bombardato' via posta elettronica l'appello di una famiglia in grave emergenza abitativa e hanno affisso l'appello davanti agli uffici di via Leoncavallo

striscione di Prendocasa

a Torino mail bombing e 'blitz' di Prendocasa sul blocco degli sfratti

“Il blocco degli sfratti deve essere per tutti”: il messaggio, forte e chiaro, arriva dalle attiviste e dagli attivisti di Prendocasa Torino, autori di un 'blitz' – con tanto di striscione - andato in scena questa mattina davanti alla sede dei servizi sociali della Circoscrizione 6; il gruppo, inoltre, ha realizzato un 'mail bombing' indirizzato alle istituzioni cittadine.

Grave emergenza abitativa

Oggetto dell'azione è stata una lettera, scritta da una famiglia in situazione di grave emergenza abitativa e affissa anche davanti agli uffici di via Leoncavallo 25: “Facciamo parte - si legge nel testo, firmato da Angela e dalla figlia Sara - dei cosiddetti 'occupanti abusivi' di case ATC: viviamo in alloggi che altrimenti sarebbero vuoti o inutilizzati: non siamo da sole ma con noi c'è anche papà Nicola, cardiopatico e invalido all’80%, oltre a un altro figlio alla soglia dei 30 anni come Sara”.

Soluzioni inaccettabili

Ad essere espressa è anche la rabbia per le possibili soluzioni illustrate dai servizi, giudicate ampiamente insoddisfacenti: “Mentre gli sfratti – continuano - sono sospesi causa emergenza Covid, gli sgomberi di occupanti senza titolo non sono bloccati ma vanno avanti: in questo modo rischiamo di finire in mezzo a una strada in piena pandemia. Dopo mesi di richieste e continui rimbalzi tra servizi pubblici come LO.CA.RE ed enti religiosi come Cottolengo e Operti, sembra che nessuno ci possa aiutare. Gli assistenti sociali hanno soltanto proposto un dormitorio per Nicola e la strada per tutti gli altri o, in alternativa, un albergo per Angela e Nicola, da pagare con i 300 euro di pensione di invalidità, e sempre la strada per i figli. Ci sembra inaccettabile”.

Una casa per tutta la famiglia

La richiesta, in base alle premesse, è molto precisa: “Sappiamo - concludono – che Torino è piena di alloggi vuoti, così come sappiamo che i soldi spesi per l’edilizia popolare sono pochissimi e altrettanto severi sono i criteri di accesso alle case popolari e al circuito dell'emergenza abitativa. Non è giusto e per questo esistono ancora le occupazioni: chiediamo solamente di poter rimanere in questo alloggio ATC o che ne venga assegnata un’altra all'intero nucleo, perché la casa e la salute sono le basi per una vita dignitosa”.

Marco Berton

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