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Attualità | 17 gennaio 2021, 17:38

Il Toro pone fine allo strazio. Giampaolo verso l'esonero, Nicola ad un passo dalla panchina

A caldo Cairo aveva confermato il tecnico, dopo la vergognosa prova contro lo Spezia, ma la notte ha convinto lui e il ds Vagnati a cambiare. Appena avrà rescisso col Genoa, Davide Nicola da Vigone sarà il nuovo allenatore

Marco Giampaolo e Davide Nicola

da Giampaolo a Nicola, il Toro si appresta a voltare pagina

Il maestro di calcio, il cultore dello spettacolo, il tecnico sognatore, che doveva rappresentare l'avvio di un nuovo ciclo per il Toro, dopo l'infausta ultima stagione, non è durato neppure tutto il girone di andata. I numeri lo hanno inchiodato alle sue responsabilità: due sole vittorie in 18 partite, nessuna all'Olimpico Grande Torino, dove sabato sera in 11 contro 10 per 89 minuti (recuperi compresi) contro lo Spezia il primo tiro in porta è arrivato al 90', con il palo di Ansaldi. E senza un paio di parate di Sirigu ci sarebbe scappata pure una sconfitta che avrebbe avuto il sapore della mortificazione.

Marco Giampaolo non è più l'allenatore del Torino FC, anche se manca ancora la comunicazione. Perché Cairo, dopo averlo confermato a caldo, nel dopo gara con lo Spezia, ha cambiato idea nella notte dopo un lungo consulto con il ds Vagnati (e forse anche con Belotti e i leader dello spogliatoio). La squadra non gioca contro il suo tecnico - come è capitato nel calcio e in casa granata anche più di una volta - ma di sicuro non ha saputo adattarsi alla sua idea di calcio e molti suoi elementi non mettono in campo quel tremendismo che dovrebbe essere nel dna di questa società.

Certo, dello spirito Toro che albergava in allenatori come Giagnoni, Radice e Mondonico non se ne vede nemmeno lontanamente l'ombra in Giampaolo, che parla con un aplomb e talvolta con un tono filosofico che mal si sposa con una classifica da zona retrocessione. Invece di scendere in campo con il coltello tra i denti, i granata giocano di fioretto quando serve la sciabola, non hanno quella fame che è indispensabile per emergere o quantomeno per non precipitare (in serie B). I numeri, poi, parlano da soli: mai nella sua storia, a questo punto del campionato, un singolo allenatore del Toro aveva fatto così poco e così male come Giampaolo.

Cairo ha sperato in un sussulto di dignità, ma forte di un contratto fino al giugno 2022 l'allenatore non vuole saperne di dimettersi e così si è iniziata a sfogliare la margherita per scegliere il successore di un tecnico virtualmente esonerato. In lizza Ventura (il tecnico più longevo e vincente degli ultimi 25 anni), il ritorno di Longo, la suggestione Donadoni, quel Semplici tanto caro a Vagnati (hanno lavorato assieme per anni alla Spal), alla fine la scelta sembra sia caduta su un autentico cuore granata: il vigonese Davide Nicola.

Già giocatore del primo Toro di Cairo, autore del terzo gol nella finale playoff contro il Mantova del giugno 2006, da allenatore ha avuto alterne fortune, ma con risultati lunsinghieri a Livorno (promozione in A) e Crotone (salvezza quasi miracolosa nel 2017). Sei mesi fa ha condotto il Genoa alla permanenza in A, quello che gli si chiede di fare anche al Toro. Senza provare a insegnare calcio, promettere spettacolo e poi assistere a spettacoli desolanti come quelli contro lo Spezia (e di precedenti partite).

Non dovrebbe essere impossibile, avendo in squadra un campione come Belotti e giocatori di valore come Sirigu, Izzo, Lukic e il giovane Singo, unica nota lieta finora di un girone d'andata disastroso. Certo, tra i granata ci sono anche molti giocatori sopravvalutati (due nomi su tutti, Verdi e Zaza), qualche rinforzo dal mercato sarebbe auspicabile, ma la cosa più importante è che questo Torino torni a giocare da Toro, dopo tante partite in cui è sembrato una mucca (definizione di Aldo Agroppi). Per chi ha sempre tifato per questi colori, per chi nella vita ha saputo superare la disgrazia più feroce che ci possa essere, quella di un padre che deve seppellire il proprio figlio, questo incarico assomiglia ad una missione.

E mantenere in A il Toro, con ogni probabilità, non lo constringerà neppure a dover fare migliaia di chilometri in bicicletta, come fece nel 2017 per celebrare l'impresa del suo Crotone. Il traguardo finale di quello speciale Giro d'Italia fu al Filadelfia, quella che dal 18 gennaio 2021 sarà la sua nuova casa, prima che il campo di allenamento.

Massimo De Marzi

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