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Politica | 28 gennaio 2021, 12:03

Scorie nucleari, Lubatti (Azione): "Il Piemonte e i Comuni partecipino senza pregiudizi ideologici alla consultazione nazionale"

"la Carta Cnapi è per definizione provvisoria e soggetta a valutazione. Essa dà l’avvio a un percorso lungo e articolato e che ci auguriamo continui ad essere trasparente"

Contenitori di scorie nucleari

Scorie nucleari

Sogin, società di Stato responsabile del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi, su autorizzazione dei Ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, ha pubblicato la CNAPI (Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonei).

Il documento individua 67 aree, di cui 8 in Piemonte: 2 in provincia di Torino e 6 in quella di Alessandria, per la costruzione del Deposito Nazionale e di un Parco Tecnologico in un’area di circa 150 ettari. Le 67 aree sono suddivise in fasce, secondo il grado di idoneità. Le 8 piemontesi ricadono tutte in fascia A, quelle classificate come più idonee. L’infrastruttura dei depositi nazionali è presente in tutti Paesi Europei ed accoglierà non solo le scorie ereditate dalle centrali nucleari, ma anche quelle prodotte dall’industria, dalla ricerca e dalla medicina attualmente stoccati in siti “temporanei” come quelli di Saluggia e Trino.

Queste 2 località piemontesi ospitano, in siti nati per altre funzioni e non allo scopo per il quale sono usati attualmente, la maggior parte delle Scorie Radioattive del territorio nazionale, e sono stati esclusi dalle aree potenzialmente idonee in quanto a ridosso di fiumi e soggette ad alluvioni. Il Piemonte quindi è già deposito di scorie nucleari: in Piemonte si trova il 18 per cento dei rifiuti radioattivi misurati in metri cubi e l’81 per cento degli stessi rifiuti (più le sorgenti dismesse e il combustibile irraggiato) misurati in becquerel, cioè in effettivo pericolo emissivo.

Dopo la pubblicazione del documento si sono levate ovunque forti contestazioni, riassumibili nella formula “da noi no”. "In effetti - spiega Claudio Lubatti, responsabile della Regione Piemonte di Azione - la situazione potrebbe solo migliorare rispetto a quella attuale. Detto questo, la Carta è per definizione provvisoria e soggetta a valutazione. Essa dà l’avvio a un percorso lungo e articolato e che ci auguriamo continui ad essere trasparente, nel quale le forze politiche dovranno fare la loro parte individuando le eventuali criticità dei siti individuati per il Piemonte. Per affrontare la situazione in modo efficace e senso di responsabilità, Azione Piemonte, impegnandosi a fare la propria parte, invita le istituzioni, Regione, Province e Comuni interessati, ad attivare e coordinare le migliori competenze esistenti sul territorio, per analizzare i profili tecnico ingegneristici, geologici, ambientali dei siti in valutazione ed a partecipare senza pregiudizi ideologici, con rigore scientifico, alla consultazione nazionale".

comunicato stampa

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