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Economia e lavoro | 15 febbraio 2021, 15:33

Embraco, per ora è nulla di fatto: confermati i 400 licenziamenti a Riva di Chieri

Vertice tra i sindacati e la curatela fallimentare di Ventures: "Per la cassa Covid serve un provvedimento del ministero del Lavoro e del Mise"

Lo stabilimento di Riva di Chieri di Embraco

Nei giorni scorsi i lavoratori hanno firmato una lettera aperta al premier Mario Draghi

Nulla di fatto: confermati i 400 licenziamenti presso l'ex stabilimento Embraco di Riva di Chieri. E' quanto emerso dalla riunione che i sindacati metalmeccanici torinesi (Fiom, Fim, UIlm e Uglm) hanno avuto con i rappresentanti della curatela fallimentare di Ventures Production

Nei giorni scorsi si era fatta strada l'ipotesi di un prolungamento degli ammortizzatori sociali che attualmente scadranno in estate, potendo attingere alla cassa per Covid. "Ma per questo strumento - dicono i sindacati in una nota unitaria - è necessaria l'autorizzazione dei ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico. Al momento però non risultano provvedimenti già avviati in questo senso".

Resta di estrema attualità dunque un incontro con i nuovi rappresentanti dell'esecutivo guidato da Mario Draghi: in particolare Giancarlo Giorgetti (che ha preso il posto di Stefano Patuanelli al Mise), sulla cui scrivania rimane il dossier del progetto Italcomp, che coinvolge anche i 300 dipendenti della ACC di Mel, in provincia di Belluno.

"In questa fase - dicono i rappresentanti dei lavoratori - la priorità è sospendere i licenziamenti e trovare una soluzione per dare continuità di reddito ai 400 lavorator e alle loro famiglie. Serve un intervento incisivo del Mise e delle Regioni coinvolte per concretizzare il progetto Italcomp".

E proprio a Giorgetti si rivolge anche Jessica Costanzo, deputata M5S e componente della Commissione Lavoro"Lancio un appello al nuovo Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti. I licenziamenti dei 406 operai ex-Embraco del sito di Riva di Chieri sono al momento confermati. L’unico modo per bloccare la procedura è quello di prorogare gli ammortizzatori sociali o di utilizzare la cassa integrazione per Covid. In entrambi i casi è necessaria l’autorizzazione del Mise, che per il momento non risulta essere stata data. Chiedo dunque al nuovo Ministro di muoversi in tal senso. La sospensione dei licenziamenti è il primo passo da compiere e  serve agire con tempestività e urgenza".

Appello che arriva anche dal sindaco di Chieri, Alessandro Sicchiero: "Il destino dei 406 lavoratori dell’Ex Embraco/Ventures deve essere una delle priorità dell’agenda del nuovo Governo, pertanto auspico che il neo ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ed il neo ministro al Lavoro, Andrea Orlando, prendano immediatamente in mano il dossier relativo al progetto Italcomp ed autorizzino il ricorso alla cassa integrazione Covid e il prolungamento degli ammortizzatori sociali per le lavoratrici e i lavoratori della Ex Embraco/Ventures, in modo tale da interrompere la procedura di licenziamento avviata dal procuratore fallimentare. La reindustrializzazione dello stabilimento rivese passa dalla nascita del polo italiano per la produzione di compressori e dalla fusione con l’Acc Wanbao di Mel. È realisticamente difficile ipotizzare altro futuro al di fuori del progetto Italcomp".

"Il nuovo Governo intervenga subito per salvare l’ex Embraco e i 406 operai sull’orlo del licenziamento. Cirio e la sua Giunta si attivino presso il neo ministro allo sviluppo economico Giancarlo Giorgetti per ottenere l'autorizzazione alla proroga degli ammortizzatori sociali e  il ricorso alla cassa integrazione Covid, unico modo per fermare la procedura di licenziamento", ha dichiarato la consigliera Francesca Frediani. "Si riprenda subito il lavoro sul progetto di sviluppo che farebbe dell’ex stabilimento di Riva di Chieri (e di Belluno) il nuovo polo europeo dei compressori per elettrodomestici. Gli operai della ex Embraco hanno diritto ad avere un futuro: questa è la prima grande sfida che il nuovo Governo deve affrontare nella nostra Regione, auspichiamo che l'impegno sia massimo da subito".

 

Massimiliano Sciullo

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