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Attualità | 19 febbraio 2021, 19:52

Torino Capitale della Cultura anche "off", le circoscrizioni: "Partiamo dal basso"

Nell'ambito della ricerca conoscitiva per la candidatura al 2033, i territori dicono la loro, promuovendo gli ecomusei, le rassegne letterarie e i centri di protagonismo giovanile

EUT - Ecomuseo Urbano Torino

EUT - Ecomuseo Urbano Torino

Il successo del Salone del Libro "Off", la vivacità della vita universitaria dei due atenei, la memoria storica conservata dagli ecomusei, il valore aggregante dell'associazionismo. Sono questi i punti di forza messi dalle circoscrizioni sul tavolo della candidatura di Torino a Capitale europea della Cultura 2033. Nell'ambito della ricerca conoscitiva avviata qualche mese fa dal Comune, anche le piccole realtà amministrative del capoluogo hanno detto la loro. 

In particolare, la presidente della Circoscrizione 3 Francesca Troise ribadisce l'importanza di una "programmazione culturale promossa dal basso", che inverta il paradigma consueto facendo direttamente nascere le iniziative nei singoli quartieri, e non trasferendoli dall'alto. "Crediamo nella relazioni tra le persone e nel lavoro delle associazioni - ha detto -. Il Politecnico, in un momento in cui la città perde progressivamente abitanti, ci permette ogni anno di acquisire una moltitudine di studenti fuori sede. In questa fase di Covid sono praticamente invisibili, ma costituiscono una risorsa fondamentale e potrebbero essere soggetti attivi di una produzione culturale locale. Così come le scuole del territorio, con cui le circoscrizioni sono sempre in stretto contatto". 

Nuove generazioni sì (esemplificate anche dalla produttività dei centri di protagonismo giovanile, tra i luoghi più colpiti dalla pandemia), ma anche cura delle tradizioni. Un incontro tra passato e presente favorito dagli ecomusei, che per Luisa Bernardini, presidente della Circoscrizione 2, hanno tre valenze: "La prima è storica, perché raccontano l'origine dei nostri quartieri; poi sociale, perché raccolgono l'evoluzione dei territori e della popolazione, l'ampliamento geografico con tutto quello che ne è conseguito in termini di servizi. E infine artistica: il nostro, dal 2006, ci ha permesso di scoprire installazioni artistiche su Mirafiori e Santa Rita che prima ci sembravano monumenti sconnessi, slegati l'uno dall'altro. Invece l'ecomuseo permette di costruire percorsi di conoscenza tra tutti i cittadini".

Manuela Marascio

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