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Politica | 20 febbraio 2021, 07:00

Comunali 2021, Placido: "Con Lo Russo per il centrosinistra una risconfitta annunciata"

L'ex consigliere regionale: "Il centrodestra per la prima volta può vincere a Torino. Non si può gridare al rozzo leghista o al fascista, perché Paolo Damilano è stato nominato da Chiamparino e Parigi a capo della Film Commission"

viso uomo

Roberto Placido

Stefano Lo Russo candidato a sindaco del centrosinistra per le Comunali di Torino? “Cronache di una risconfitta annunciata” sentenzia l’ex consigliere regionale Roberto Placido.

Due volte a Palazzo Lascaris, fondatore del comitato referendario Sì Acqua Pubblica, da sempre attivo politicamente– prima nel PCI-PDS, poi nei DS – è fortemente convinto che il nome dell’attuale capogruppo del PD in Sala Rossa non solo non sia in grado di coalizzare il centrosinistra, ma che addirittura consegni Torino quasi sicuramente al centrodestra.

Il Pd come il "Marchese del Grillo"

Per Placido, con l’ “imposizione” di Lo Russo a candidato sindaco – “il Partito Democratico ha sbagliato metodo. Si sta comportando come il “Marchese del Grillo” che diceva “perché io sono io”. Il Pd però non è autosufficiente e facendo così arriva ad una sicura sconfitta”.

Stefano Lo Russo – continua l’ex consigliere regionale - non mi sembra il candidato più attrezzato: questo lo pensano molti del PD, anche tra quelli che lo sostengono. Hanno fatto un accordo di potere: si parla di giunta, assessorati, nomine. Peccato che bisogna vincere le elezioni”.

Il timore è che il professore del Politecnico - al di là dell’appoggio delle altri componenti della coalizione di centrosinistra  - non raccolga consensi tra i torinesi, che saranno poi quelli che alla fine saranno chiamati alle urne.

"Bisogna prendere voti non solo nella Ztl"

Mi ricorda – spiega Placido -il detto di mia nonna: i conti si fanno quando si torna dal mulino, non quando si va. Qua bisogna vincere e per farlo bisogna avere consensi non solo nel gruppo dirigente del Pd, ma in una realtà più ampia sia politica che cittadina. Bisogna prendere i voti anche nei posti scomodi, non solo nella Ztl: qualche fermata al bar sport sarebbe molto istruttiva, per capire i problemi di questa città che soffre. Persone in carne ed ossa, famiglie”.

Torino è una città sempre più “anziana” e piccola, come dimostrano ogni anno i numeri all’anagrafe: a contrastare il calo demografico sono gli stranieri, ma negli ultimi anni molti hanno scelto di lasciare il capoluogo piemontese che non sembra offrire più possibilità economiche e lavorative.

"Damilano nominato a capo della Film Commission da Chiamparino"

Io tutti i giorni -racconta l’ex consigliere regionale - vado da mia madre a Madonna di Campagna: non tutti hanno Amazon e la firma digitale. In una città con tanti pensionati, non basta mettersi d’accordo con la maggioranza del Pd”. E l’alternativa del centrodestra, per Placido, è molto valida:”e per la prima volta può vincere a Torino. Non si può gridare al rozzo leghista o al fascista, perché Paolo Damilano è stato nominato da Chiamparino e Parigi a capo della Film Commission. Uno si aspetterebbe da mesi un percorso condiviso per trovare il nome migliore, invece sono ancora lì a litigare su Primarie si, Primarie no”.

E l’ex esponente dei DS è lapidario:“Per me sono cronache di una risconfitta annunciata, dopo quella con il M5S: era evidente che pur di mandare a casa Fassino avrebbero votato la qualunque”.

Cinzia Gatti

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