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Attualità | 26 marzo 2021, 07:15

Case popolari, Tassone (Atc): “Problema non sono i tempi di assegnazione, ma Rom che occupano”. Schellino: “Sbagliato generalizzare”

La vice sindaca: “La provenienza non c'entra, gli alloggi devono restare vuoti il meno possibile”

case atc - foto d'archivio

Case popolari, Tassone (Atc): “Problema non sono tempi di assegnazione ma Rom che occupano”. Schellino: “Sbagliato generalizzare”

Quello delle case occupate, soprattutto quando si tratta di edilizia residenziale pubblica, è un tema sempre molto sentito e destinato a provocare dibattiti che scaldano gli animi della politica e non solo.

Riportando tutto nell'ordine dei dati, a fine 2020 le occupazioni abusive di case Atc nella sola Torino erano 134, mentre il totale di alloggi 'di risulta' (quelli che tornano disponibili al termine di una regolare assegnazione, ndr) concessi nell'intero Piemonte durante l'anno ammontava a 500 (di cui l'80% nel capoluogo).

Tassone (Atc): “Maggior parte delle occupazioni fatte da Rom”

Secondo il vice presidente di Atc Fabio Tassone, il problema ha una radice ben precisa: “Come segnalato dagli utenti - ha affermato – la maggior parte delle occupazioni viene fatta da famiglie Rom: alla luce di questo occorre capire come sia nato il fenomeno, analizzando la ricaduta di interventi come quelli sul campo di via Germagnano, e valutare come gestirlo affinché venga fermato con azioni deterrenti e le case vengano restituite ai loro legittimi assegnatari; non è un discorso razzista ma di buonsenso. Senza un'azione di questo tipo è inutile rendere agibili e riassegnare gli alloggi di risulta nel più breve tempo possibile perché anche un solo giorno può essere sufficiente per renderlo vulnerabile a un'occupazione”.

Schellino: “No a discriminazioni, gli alloggi devono restare vuoti il meno possibile”

In risposta, la vice sindaca e assessora al welfare della Città Sonia Schellino ha richiamato alle responsabilità assunte con il protocollo d'intesa stipulato a livello istituzionale lo scorso dicembre: “È sbagliato – ha sottolineato – stigmatizzare un gruppo perché le occupazioni avvengono indipendentemente dalla provenienza e via Germagnano non c'entra nulla. Occupando, comunque, si ledono i diritti di chi è in lista d'attesa: per questo gli alloggi devono restare vuoti il meno possibile. Il protocollo ha avuto il merito di riunire più interlocutori intorno a un tavolo per la prevenzione e il contrasto al fenomeno con azioni mirate come il recupero di alloggi occupati in coordinamento con i servizi sociali e le forze dell'ordine”.

La Regione: “Nostro compito reperire finanziamenti”

La dirigente della Regione Piemonte Anna Palazzi, infine, ha ribadito l'importanza della questione economica: “Per minimizzare – ha spiegato – la consistenza di alloggi vuoti è nostro compito cercare di reperire le giuste forme di finanziamento per garantire interventi di risanamento e ristrutturazione che consentano ad ATC di operare con più tranquillità. L'assessora Caucino ha chiesto ulteriori stanziamenti, mentre tra dicembre e gennaio sono state messe a disposizione risorse per 1 milione e mezzo di euro".

"La presenza della Regione al tavolo istituito a dicembre va proprio in questa direzione: reperire finanziamenti; su un tema così delicato è impossibile fare miracoli ma in questo modo possiamo affinare gli strumenti e convergere su obiettivi condivisi”, ha concluso Anna Palazzi.

Marco Berton

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