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Cronaca | 28 marzo 2021, 18:28

Casa cantoniera sgomberata a Oulx, Chez Jesus: "Riorganizzeremo la nostra presenza in val di Susa"

Con un post su Facebook alcuni attivisti rilanciano la propria volontà e puntano il dito contro Croce Rossa e Ong

casa cantoniera occupata

La casa cantoniera di Oulx che è stata sgomberata dalle forze dell'ordine nei giorni scorsi

"Riorganizzeremo la nostra presenza in val di Susa". Sono bastati pochi giorni, prima che la voce degli attivisti di area anarchica che hanno dovuto abbandonare l'ex casa cantoniera di Oulx occupata tornasse a farsi sentire.

E lo ha fatto tramite i sociale e la pagina facebook di Chez Jesus, già nota nei mesi passati per le attività a sostegno dei migranti che cercano di attraversare il confine con la Francia attraverso proprio la valle di Susa.

"Ora più che mai, vogliamo invitare tutti a venire in frontiera per dimostrare che lo sgombero dei nostri spazi, la repressione delle persone di passaggio e dei solidali, non arresteranno la nostra volontà di resistenza. Stiamo provando a riunirci e riorganizzare la presenza sul confine. Non sappiamo ancora che forma prenderà ciò che intendiamo fare, poiché dipende dagli eventi dei prossimi giorni e settimane". 

E tornando ai fatti dello scorso 23 marzo - quando la polizia, insieme a vigili del fuoco e ad alcune ONG, hanno sgomberato la Casa Cantoniera occupata a Oulx -, gli attivisti ricordano come "Tredici compagni che erano presenti nella casa durante lo sgombero sono stati accusati di occupazione, mentre oltre 60 persone di passaggio sono state sottoposte a test forzati per il coronavirus, identificate, prese le impronte digitali, e poi trasportate in diverse strutture. Il modo in cui questo sgombero è stato eseguito dimostra ancora una volta tutte le contraddizioni della politica migratoria europea. La repressione della libera circolazione è possibile solo con la complicità delle istituzioni cosiddette "umanitarie". Mentre i poliziotti sono il volto visibile della repressione statale, le organizzazioni umanitarie sono usate (e con compiacenza) come il volto amico di questa repressione". 

Il dito, insomma, è puntato contro la Croce Rossa e l'associazione "Rainbow 4 Africa" "Hanno fornito l'infrastruttura di trasporto e stivamento per le oltre 60 persone di passaggio che erano presenti nella casa durante lo sgombero, spedendole in diverse direzioni e facendole retrocedere dal confine. I vigili del fuoco hanno aiutato i poliziotti a sfondare le barricate della casa e hanno permesso loro di intrufolarsi nella casa dalle finestre del tetto usando le loro attrezzature. Senza l'aiuto di queste istituzioni, lo sgombero della Casa Cantoniera sarebbe stato molto più difficile e lungo. E, quindi, visibile al pubblico. "Non è la prima volta che la Croce Rossa collabora con la polizia - in questa frontiera o in altri luoghi - proseguono. L'associazione Rainbow 4 Africa ha una lunga storia di tentativi di collaborazione con i centri sociali e hanno più volte cercato di forzare la loro presenza sulla Casa Cantoniera. Allo stesso tempo sostengono il CPR di Torino con personale medico e hanno fornito infrastrutture mediche per lo sgombero della casa".

"Per più di due anni la Casa Cantoniera ha cercato di creare uno spazio di solidarietà concreta e di resistenza contro la frontiera, l'oppressione e la violenza che ne derivano. Uno spazio che rifiutava di partecipare alla "gestione" della migrazione, dove coloro sulle cui spalle si costruiscono i nostri privilegi e le nostre ricchezze non venivano trattati come oggetti, come pericolosi delinquenti o vittime infantilizzate, ma come soggetti individuali in grado di prendere le proprie decisioni. La frontiera è evidentemente permeabile al continuo passaggio di denaro, turismo e commercio, ma non alle persone prive del pezzo di carta "corretto". Il nostro obiettivo non è mai stato quello di fornire un servizio alla gente, ma di costruire una lotta inclusiva con persone che sono oppresse dal sistema capitalista e dello stato, in diversi modi", concludono.

redazione

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