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Cronaca | 19 aprile 2021, 19:03

17 telefonate in 24 ore a compagno gay, stalking ed estorsione: condannato a 4 anni ma scarcerato

Su istanza del difensore, l'imputato non è finito dietro le sbarre: il giudice ha disposto il divieto di dimora a Torino e quello di avvicinarsi alle persone offese

aula di tribunale - foto di archivio

17 telefonate in 24 ore a compagno gay', stalking ed estorsione: condannato a 4 anni ma scarcerato

Maltrattamenti sul convivente transessuale, stalking ed estorsione ai danni di un altro giovane con cui aveva una relazione sentimentale: per queste accuse oggi il tribunale di Torino ha condannato un uomo di origine romena a 4 anni di carcere.

La procura ne aveva chiesti cinque e mezzo. Su istanza del difensore, l'avvocato Francesca Racconci, l'imputato è stato scarcerato: il giudice ha disposto il divieto di dimora a Torino e il divieto di avvicinarsi alle persone offese. Secondo quanto ricostruito dal pm nella requisitoria, l'uomo era, fra l'altro, ossessionato dalla gelosia: nel febbraio dello scorso anno vide il convivente (che esercitava la prostituzione) intrattenersi con un cliente e lo aggredì. L'imputato era stato arrestato il 28 agosto.

Quel giorno aveva telefonato 17 volte al giovane pretendendo un incontro: secondo il pm "stava letteralmente impazzendo perchè pensava fosse con un amico. Quando lo vide, lo spintonò e lo schiaffeggiò". I poliziotti di una pattuglia di passaggio notarono la scena e intervennero. "Prima di essere portato via - ha detto il pm - rivolse delle frasi in romeno al giovane, che si mise a tremare per la paura. Poi raccontò di un rapporto fatto di vessazioni e sopraffazioni. A volte esigeva del denaro per procurarsi il crack".

L'imputato ha negato le accuse e ha spiegato che erano gli altri ad essere gelosi. "Per comprendere bene questa storia - aveva detto Racconci in aula - dobbiamo calarci nel contesto in cui è maturata: droga, prostituzione, degrado. Le testimonianze vanno valutate con grande attenzione". Il pm ha parlato di "succubanza psicologica e dipendenza affettiva".

Il giovane ha ritirato la querela e, secondo il magistrato, lo ha fatto per "un misto di paura, dispiacere e coinvolgimento emotivo". L'altro, quando ha visto l'imputato in tribunale, nella gabbia dei detenuti, gli è andato incontro in lacrime.

redazione

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